venerdì 12 giugno 2015

IL VERO SIPARIO. GANDHI: O TI FAI AMMAZZARE, O LI AMMAZZI.

Ci hanno tolto il voto, il Parlamento sovrano, la Costituzione, la protesta sempre repressa nel sangue dall'infame sottomissione al Potere cui obbligano le forze dell'ordine, ci hanno tolto il tempo per difenderci, il reddito per respirare, hanno distrutto la supremazia della Lex votata dal popolo, l'informazione, ci ricattano, schiacciano, umiliano, siamo spazzatura umana per loro e appunto SENZA PIÙ ARMI DI DIFESA DEMOCRATICA ALCUNA.
In queste apocalittiche condizioni, la prescrizione del Mahatma Gandhi fu chiarissima:
"O SIETE IN GRADO DI AFFRONTARE IL POTERE DA MARTIRI; OPPURE IMBRACCIATE I FUCILI E SPARATEGLI IN FACCIA."
È ora di ascoltare Gandhi. O ci uccidono mentre gli marciamo contro disarmati e col sorriso sul volto, o li ammazziamo noi. Non ci hanno lasciato altra strada. 
Paolo Barnard

Prosegue la causa per la richiesta di risarcimento dovuto per la sospensione della democrazia nel nostro Paese

Interessa ai signori De Luca e Mario Pepe tutto ciò? Non ci risulta.

Con atto di citazione del 16 luglio 2014 abbiamo convenuto in giudizio la Presidenza del Consiglio ed il Ministero degli Interni per ottenere la condanna al risarcimento dei danni non patrimoniali subiti a seguito della sospensione della democrazia nel nostro paese, sospensione determinata dalla circostanza di aver votato, per tre tornate elettorali consecutive, senza poter esercitare un voto eguale, libero e personale, come previsto dalla nostra Costituzione.
A seguito della declaratoria d’incostituzionalità della legge elettorale (L. 270/2005), avvenuta con sentenza della Corte Cost. 1/2014, la sospensione della democrazia è fatto abbondantemente acclarato. Per il merito vi rimando alla lettura del seguente articolo che contiene l’atto introduttivo della causa: clicca qui.
In data 18 novembre 2014 l’Avvocatura dello Stato si è costituita in giudizio con la seguente comparsa che potete leggere integralmente in pdf: Comparsa avvocatura di Stato
Nello specifico l’Avvocatura ha eccepito la prescrizione del diritto al risarcimento per la lesione del diritto di voto verificatasi con le tornate elettorali del 2006 e del 2009. In riferimento a quella del 2013, le difese sono invece dirette a negare la risarcibilità semplicemente secondo questo assunto: “la controparte invoca una quantificazione equitativa dei pregiudizi subiti, senza fornire elementi probatori e i dati di fatto in suo possesso per consentire che l’apprezzamento equitativo sia limitato e ricondotto alla sua caratteristica funzione di colmare soltanto le inevitabili lacune al fine della precisa determinazione del danno”.
Insomma, l’Avvocatura di Stato fondamentalmente asserisce che la lesione della democrazia non è fonte di alcun danno. Saranno felici di questo i milioni di persone cadute, durante il corso della storia, per giungere alpieno riconoscimento dell’appartenenza della sovranità al popolo, oggi sancito nell’articolo 1 della nostra Costituzione.
All’udienza del 23 dicembre 2014 sono stati chiesti i termini per le memorie di legge con rinvio per esameall’udienza del 31 marzo 2015, dopodiché la causa andrà in decisione con la certezza che l’Illustre Giudicante converrà con questa difesa circa il fatto che nessuna lesione è più grave di quella compiuta cancellando la democrazia in questo Paese. Nelle more attendiamo con ansia l’approvazione della nuova legge elettorale denominata “Italicum” al fine di aggredirla già nel corso di questo giudizio, con richiesta di trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale direttamente alla prossima udienza di marzo. Se ciò avvenisse sarebbe un duro colpo per i soggetti che illegittimamente continuano ad occupare le più alte cariche dello Stato. In caso contrario si procederà con causa autonoma contro la nuova legge elettorale.
I Colleghi, davvero con la “C” maiuscola, che hanno aggredito la legge elettorale n. 270/2005, hanno aperto una strada per la lotta. Ora è compito, di tutta l’avvocatura, caricarsi di relativi oneri e spese (se non noi, categoria ancora privilegiata, chi può farlo?) e proseguire nella battaglia per il ripristino della democrazia e della libertà in questo paese.

Ci hanno negato il diritto di voto e continueranno a farlo anche con l’Italicum: chiediamo il risarcimento del danno in tutta Italia.

L’Avv. Claudio Calvello del foro di Padova è un altro dei professionisti che ha avuto il coraggio di esporsi in prima persona contro la sospensione della democrazia rappresentativa avvenuta nel nostro paese a seguito dell’approvazione della legge elettorale meglio nota come il cd. “porcellum”.
Come sapete tale legge è stata dichiarata incostituzionale con sentenza della Corte Costituzionale n. 1/2014. Successivamente la Corte di Cassazione con sentenza n. 8878/14 ha ribadito la grave alterazione della rappresentatività democratica compiuta con essa.
Per tale ragione l’Avv. Calvello, come già fatto dal sottoscritto presso il Tribunale di Genova, ha ritenuto di andare oltre e di rilevare che la lesione di un proprio diritto costituzionale fondamentale debba comportare anche un conseguente risarcimento pecuniario a favore dello stesso, risarcimento che poi dovrebbe porsi a carico, con necessaria azione di rivalsa da parte dello Stato, ai singoli responsabili di tale abominio giuridico.
Lo scopo della causa, alla quale anche io ho aderito, va poi oltre quello di colpire i responsabili sotto il profilo patrimoniale. Si evidenzia infatti che la nuova legge elettorale, il cd. italicum, presenta gli stessi vizi di quella precedente e che dunque il diritto di voto eguale, libero, personale e diretto non sarà più ripristinato. Lo scopo dunque è portare l’italicum in Corte Costituzionale ancora prima che il paese torni al voto evitando la formazione di un nuovo Parlamento illegittimo che proseguirebbe a rispondere agli ordini dei mercati finanziari a scapito degli interessi del paese.
Vi invito all’attenta lettura dell’atto di citazione che si trascrive integralmente, auspicando che altri Colleghi possano fare altrettanto. Ripristiniamo la democrazia in questo paese.  Supportate queste battaglie fondamentali!
Andiamo avanti!
thvoto
Tribunale di Padova
ATTO DI CITAZIONE
L’Avv. Claudio Calvello, del foro di Padova, nato ad Abano Terme (Pd) il 22.02.1965, che ai fini del presente atto si difende in proprio ai sensi dell’art. 86 c.p.c. (c.f.: CLV CLD 65B22 A001L – fax: 049/8668926 - pec:claudio.calvello@ordineavvocatipadova.it) con domicilio eletto presso il proprio studio sito in Abano Terme (Pd), via Previtali 30, oltre che, per mandato a margine del presente atto, per mezzo della rappresentanza e della difesa anche ad essa disgiunta dell’Avv. Marco Mori (c.f.: MRO MRC 78P29 H183L – tel. e fax: 0185/23122 – pec: studiolegalemarcomori@pec.it) del foro di Genova
C I T A
La Presidenza del Consiglio dei Ministri in persona del Presidente pro tempore Matteo Renzi, nonché il Ministero dell’Interno in persona del Ministro pro tempore Angelino Alfano, entrambi presso l’Avvocatura Distrettuale dello Stato, a comparire avanti il Tribunale Civile di Padova, per l’udienza che ivi sarà tenuta il giorno
martedì 14 luglio 2015
ore 09.00 e seguenti, con invito a costituirsi, ai sensi e nelle forme stabilite dall’art. 166 c.p.c., nel termine di 20 giorni prima dell’udienza indicata nel presente atto, con avvertimento che la costituzione oltre i suddetti termini implica la decadenza dalla facoltà di eccepire l’incompetenza per materia, quella per valore e quella per territorio secondo quanto previsto dall’art. 38 c.p.c. (come novellato dalla L. n. 69 del 16 giugno 2009) e la decadenza dalla facoltà di proporre domande riconvenzionali, eccezioni di merito e di rito non rilevabili d’ufficio e di chiamare terzi in causa secondo quanto previsto dall’art. 167 c.p.c., e con l’ulteriore avviso che in caso di mancata costituzione si procederà in sua contumacia, ed
ESPONE
  1. L’esponente non ha potuto esercitare il proprio diritto di voto secondo le modalità conformi ai principi costituzionali del voto “personale, uguale, libero e segreto” (art. 48 comma 2, Cost.) e “a suffragio universale e diretto (artt. 56 comma 1 e 58 comma 1 Cost.) nelle elezioni alla Camera dei deputati ed al Senato della Repubblica svoltesi negli anni 2006, 2009 e 2013 (Doc. 1 – scheda elettorale);
  2. Tale lesione del diritto di voto è conseguente alla legge elettorale n. 270/2005 poi dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 1/2014, sentenza che ivi deve intendersi integralmente richiamata e trascritta (Doc. 2);
  3. In particolare l’esponente è stato privato della possibilità di esprimere la propria preferenza per un singolo candidato, possibilità esclusa dalla legge elettorale citata la quale affidava agli organi di partito il compito di compilare le liste dei candidati che venivano eletti secondo tale ordine sottratto al controllo democratico. L’esponente è stato altresì privato del diritto che il suo voto fosse eguale a quello di ogni altro cittadino in conseguenza dell’attribuzione del cosiddetto premio di maggioranza disposto sempre con la legge elettorale n. 270/2005. La medesima privazione risulta anche per il peculiare “premio di maggioranza” attribuito per l’elezione al Senato su base Regionale (essendo il numero dei seggi assegnati ad ogni regione proporzionale alla popolazione residente, il voto espresso dall’elettore residente nelle regioni più popolose concorreva all’attribuzione di un premio di maggioranza decisamente più elevato di quello cui poteva concorrere l’elettore delle regioni meno popolose);
  4. La lesione del diritto di voto ha determinato un pacifico danno di natura non patrimoniale in capo all’esponente. Tale danno, trattandosi di violazione di precetti costituzionali, è certamente risarcibile e dovrà essere liquidato, anche in via equitativa, secondo il prudente apprezzamento del Giudicante avuto anche ragione del fatto che la conseguente violazione non è stata rimossa neppure a seguito dell’intervento della Corte Costituzionale posto che il Parlamento non è stato, sorprendentemente, sciolto dall’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con la conseguenza che la violazione della possibilità di esercitare il diritto di voto secondo i dettami costituzionali si sta ulteriormente prolungando nei suoi effetti ledendo così ancora più intensamente il bene protetto;
  5. La Corte Costituzionale nella sentenza n. 1/2014, per preservare il timone istituzionale dai dirompenti effetti della sentenza, aveva richiamato l’istituto della prorogatio delle Camere ex art. 61 Cost., istituto che, come dovrebbe essere noto al Presidente della Repubblica, opera unicamente allorquando le Camere sono sciolte in attesa delle nuove elezioni e non già in un caso come quello che in oggi stiamo vivendo. Gravissimo quindi che le Istituzioni abbiano ignorato la pronuncia della Consulta;
  6. Come noto una norma dichiarata incostituzionale cessa di avere effetti nell’ordinamento mentre, nel caso di specie, il Parlamento eletto in violazione della sovranità popolare continua a legiferare moltiplicando così le conseguenze della norma dichiarata illegittima. Non a caso il Parlamento sta licenziando una nuova legge elettorale, il c.d. “Italicum”, che si espone ai medesimi profili di incostituzionalità evidenziati dalla Consulta, fatto questo davvero sconcertante;
  7. In ogni caso, quantomeno per il periodo che va dall’anno 2005 al 2014, ovvero per ben nove anni, la democrazia in Italia è stata virtualmente sospesa attraverso la sottrazione del diritto di voto e ciò non può che costituire il maggiore dei danni possibili per qualsivoglia cittadino;
  8. Come già chiarito dalla sentenza della Cassazione n. 8878/14 (Doc. 3la pronuncia della Corte Costituzionale non ha fatto venir meno il diritto per ogni cittadino di far accertare la lesione del proprio e personale diritto di voto, con la conseguente piena legittimità per l’attore di promuovere il presente giudizio;
  9. Nel caso di specie sono in gioco interessi costituzionalmente tutelati lesi da un illecito civile quale quello della promulgazione di una legge elettorale contraria ai precetti costituzionali. Trattasi di una responsabilità ex art. 2043 c.c. fondata su solide basi normative. Come noto il Ministro proponente assume la responsabilità giuridica dei propri atti ai sensi e per gli effetti dell’art. 89 Cost. Inoltre gli atti che hanno valore legislativo sono controfirmati anche dal Presidente del Consiglio dei Ministri che ne è direttamente responsabile;
  10. Pare quasi superfluo sottolineare che il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri stessi, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica con la seguente formula: “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della nazione” e ciò ai sensi dell’art. 1 Legge n. 400/1988”.
  11. Conseguentemente o si ritiene tale giuramento un inutile orpello formale oppure si deve ammettere che allo stesso conseguano precise responsabilità giuridiche. La sottoscrizione di una legge incostituzionale da parte del Ministro proponente e da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri costituisce fatto illecito ex art. 2043 c.c.;
  12. Il danno non patrimoniale è risarcibile laddove si è in presenza della lesione di un bene inviolabile previsto e protetto da una norma di rango costituzionale (Cfr. Sentenze “gemelle” del 2008). Non ci si trova, in altri termini, al cospetto di un danno c.d. “bagatellare” che non incide su valori costituzionali. Innegabile che la lesione del diritto di voto abbia determinato in ogni cittadino un nocumento di natura morale economicamente apprezzabile seppur oggettivamente di difficile quantificazione come sempre nei casi di risarcimento del danno non patrimoniale relativo ad un bene immateriale di cui è piena la casistica giurisprudenziale.
- Tutto quanto premesso, l’Avv. Claudio Calvello, in proprio nonché come supra rappresentato e difeso dimette le seguenti
CONCLUSIONI
Piaccia all’Ill.mo Tribunale adito, contrariis reiectis, per le causali di cui in narrativa, accertare che l’esponente non ha potuto esercitare il proprio diritto di voto nelle elezioni per la Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica svoltesi successivamente all’entrata in vigore della L. n. 270/2005 e sino alla data della presente citazione o quantomeno sino a quella della pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 1/2014, secondo le modalità previste dalla Costituzione, del voto personale, eguale, libero e diretto e conseguentemente condannare, eventualmente anche in solido tra loro, la Presidenza del Consiglio dei Ministri in persona del presidente pro temporenonché il Ministero dell’Interno in persona del Ministro pro tempore entrambi presso l’Avvocatura Distrettuale dello Stato corrente in Venezia, Piazza San Marco 63 a risarcire il danno non patrimoniale conseguente alla lesione del bene previsto e tutelato (il voto) dalle norme di rango costituzionale citate e ciò ai sensi e per gli effetti del combinato disposto degli artt. 89 cost., 2043 c.c., 1 L. n. 400/1988 ovvero per le altre norme meglio viste e ritenute con quantificazione in via anche equitativa o nella misura che sarà determinata in corso di causa secondo il prudente apprezzamento del Giudicante ed in ogni caso non superiore alla somma di € 5.100,00=.
In ogni caso con vittoria di spese e competenze professionali.
Con ogni più ampia riserva di ulteriormente dedurre e produrre nei termini concedendi.
Ai sensi dell’art. 9 comma 5 L.466/88 si dichiara che il valore della causa è pari ad € 5.100,00= pertanto il contributo unificato da versare ammonta ad € 98,00=.
Si producono i seguenti documenti:
Doc. 1) Copia certificato elettorale;
Doc. 2) Sentenza Corte Cost. 1/2014;
Doc. 3) Sentenza Cass. n. 8878/14.
Abano Terme – Padova – lì, 09.03.2015
- Avv. Claudio Calvello – – Avv. Marco Mori -

lunedì 8 giugno 2015

E' GIUSTO EVADERE LE IMPOSTE CONTRARIE ALLA COSTITUZIONE.

L'art. 53 della Costituzione recita: "Tutti sono tenuti a concorrere allespese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività".
Bisogna  analizzare i termini "capacità contributiva" e "progressività". E mi meraviglio come mai in sede di Commissione Tributaria non sia stata mai accolta l'eccezione di anticostituzionalità in fatto di "capacità contributiva". In che consiste  tale capacità? Essa dovrebbe consistere UNICAMENTE nel reddito. Tassare il patrimonio quando questo non sia fonte di reddito significa andare contro il principio della capacità contributiva. Una tassa sul patriminio è anticostituzionale. 
Consideriamo il caso di uno che possieda degli immobili (non importa che si tratti di prima o seconda casa). Se questi immobili, non affittati, non danno alcun reddito, perché debbono essere tassati? L'imposta viola il principio della capacità contributiva. Conosco il caso di un  mio conoscente che ha avuto in dono dal padre un terreno edificabile di 1000 mq. Questo terreno viene tassato dal Comune nella misura di 1000 euro l'anno. Che deve fare il proprietario se è da 10 anni che non riesce a vendere questo terreno per vari motivi che non sto qui a spiegare e su cui, comunque, il Comune non deve intromettersi perché si tratta di questioni in cui non deve entrare? Pretendere il pagamento significa dire: peggio per te che non riesci a venderlo a un costruttore. Ma questa è una sorta di sopraffazione. Il proprietario a questo punto dovrebbe disfarsene regalandolo al Comune? Il Comune pretende un pagamento in base alla Tasi. Assurdo. 
Se questo terreno non usufruisce di alcun servizio comunale perché bisogna pagare per un servizio inesistente? 
Passiamo poi alle case. 
Perché pagare l'IMU per le seconde case oltre alla Tasi? L'IMU è un imposta anticostituzionale se la seconda casa non produce alcun reddito e pertanto non aumenta la capacità contributiva del proprietario. 
Supponiamo che uno abbia una casa in campagna che non usufruisca di servizi pubblici. 
Perché dovrebbe pagare la Tasi e la Tari (imposta sull'immondizia)?  E per quanto riguarda gli uffici e i negozi che non producono immondizia, perché dovrebbero pagare la Tari se non producono alcuna immondizia? E perché la dovrebbero pagare come le case in cui si produce la vera immondizia che consiste soprattutto nei rifiuti di cucina? 
Ma allora, si potrà obiettare, da dove trarrebbero i Comuni i soldi per finanziare i servizi pubblici? La domanda è mal posta. I Comuni dovrebbero essere privati della capacità di imporre dei tributi. E' lo Stato che deve finanziare anche i servizi pubblici dei Comuni in base alle imposte ricavate dalla capacità contributiva. 
Ma vi è un'altra questione che appare del tutto anticostituzionale. Lo Stato, che pretende onestà dai cittadini, è in effetti il peggiore ladrone che esista. E contro questo Stato ladrone bisogna difendersi evadendo le tasse ingiuste e contrarie al diritto tributario i cui principi ineludibili sono stati delineati nella nostra Costituzione. 
Consideriamo infatti il criterio di progressività. Che significa progressività? Significa che chi ha un reddito maggiore deve pagare un'imposta proporzionalmente maggiore.  
Ma allora perché non viene rispettata la proporzione? Lo Stato ladrone ha interpretato la progressività in questo modo. Tu guadagni 10.000? E io di tasso (supponiamo solo per semplicità numerica, tralasciando le varie reali aliquote) per il 10%. Dunque pagherai 1000. GIUSTO: Ma prendiamo il caso di chi guadagni 20.000. Che fa lo Stato ladrone? Non applica l'imposta raddoppiando la tassa in modo da richiedere il 20% facendo pagare 2000. NO. Parte da 10.000 e richiede 1000 per i primi 10.000 e poi, come se non avese già tassato i primi 10.000, tassa ancora per 20.000 richiedendo altre 2000, in modo da avere complessivamente 3000 di tassazione. E' questa l'interpretazione illogica e vessatoria dello Stato ladrone, in violazione del principio NE BIS IN IDEM.  Come non si può essere processati due volte per lo stesso reato, lo stesso principio dovrebbe valere per la tassazione. Non basta. 
Consideriamo il caso di chi abbia uno stipendio o una pensione ed abbia anche altri redditi. Che fa lo Stato ladrone? Si sa che lo stipendio e la pensione sono già tassati alla fonte. Ma allo Stato vampiro e ladrone non gliene importa un cazzo, anche qui in violazione del principio NE BIS IN IDEM: Lo stipendio e la pensione vanno a fare cumulo con altri redditi cosicché lo stipendio e la pensione vengono tassati due volte. Vi è una assoluta discordanza con il reddito netto dei BTP, che vengono tassati all'origine nella misura del 12,50% e non debbono perciò essere dichiarati nella dichiarazione dei redditi. E allora perché debbono essere dichiarati lo stipendio e la pensione pur essi tassati all'origine?
La proposta di Berlusconi e di Salvini di una Flat Tax (il solito viziaccio di usare l'inglese invece di dire Tassa Piatta) viola il principio di progressività. E' infatti profondamente ingiusto che tutti paghino secondo una stessa aliquota indipendentemente dal reddito. Evidentemente questa gente non sa che più che dire pur di attrarre a sé dei voti nonostante si tratti di proposte irrealizzabili praticamente perché prima bisognerebbe fare dei conti esatti per sapere quale sarebbe in questo modo l'introito dello Stato, che potrebbe risultare del tutto insufficiente per finanziare la spesa pubblica. Bisogna dunque istituire diverse aliquote, proporzionali ai maggiori redditi, ma senza riproporre l'aliquota più bassa in quella più alta, che porterebbe ad una duplicazione dell'aliquota più bassa. 
La questione è un'altra. Si tratta dell'unico modo in cui lo Stato dovrebbe combattere l'evasione fiscale. Ma lo Stato vampiro e ladrone non lo vuol mettere in atto prima di tutto perché è esso stesso complice dell'evasione fiscale nel favorire l'economia sommersa avendo i partiti paura di perdere i voti dagli evasori fiscali, e poi perché sarebbe troppo complicato attuare questo modo di combatterla. 
Infatti non è il patrimonio che deve essere tassato se esso non produce reddito. Lo Stato vigliacco, oltre che disonesto, ha sempre creduto sia molto semplice tassare il patrimonio perché questo è facilmente verificabile tramite l'ufficio del Catasto e quello della Conservatoria dei registri immobiliari. 
Ma poiché il patrimonio di per sé, come già detto, non produce reddito se non è utilizzato al fine di produrlo, il patrimonio non deve essere tassato come capacità contributiva anche se non contribuisce al reddito. 
La questione è invece a monte. 
Lo Stato deve domandarsi: come ha fatto il proprietario di un certo patrimonio ad acquisirlo? IL PATRIMONIO DEVE CORRISPONDERE AI REDDITI DICHIARATI NEGLI ANNI IN CUI TALE PATRIMONIO E' STATO ACQUISITO, verificando anche il patrimonio del coniuge e dei figli perché anche questi spieghino come abbiano fatto ad acquisire la loro proprietà. 
Ed è evidente che, se si tratta di un comodo e furbesco trasferimento da padre o madre ai figli per ridurre il patrimonio paterno, o con donazione o con atto di vendita con prezzo simulato, tutto il patrimonio familiare dovrà corrispondere al reddito dell'originario proprietario. In mancanza di tale corrispondenza lo Stato dovrà procedere al sequestro degli immobili sino alla corresponsione del dovuto, con in più la sanzione anche penale, oltre che economica, comprensiva degli interessi calcolati sulla sanzione economica (da determinare ad libitum). 
Così si combatte l'evasione fiscale. Altrimenti è giusto evadere le tasse contro questo Stato vigliacco, vampiro e ladrone .     

Nota del comitato sangiorgese Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia sulle elezioni regionali in Campania

Piuttosto che fare eleggere un impresentabile come De Luca che nella sua arroganza pare reclamare quasi una medaglia al valore, gli idioti cittadini campani, sempre più incapaci di ribellarsi malgrado ciò che subiscono e sempre più mentalmente schiavi, non avrebbero potuto praticare l'astensionismo attivo, motivato e ribelle ?
Avrebbero potuto, come me, rifiutare la scheda elettorale depositando una dichiarazione di rifiuto della stessa, che è anche una chiara denuncia della dittatura economica in corso e della falsità farsesca dei processi elettorali attuali.
La dichiarazione serve, oltre che per la diffusione della consapevolezza "dal basso", anche per segnalare una notizia di reato, che il Presidente del seggio avrà il dovere di trasmettere alla Polizia, che la dovrà portare a conoscenza delle Procure della Repubblica.
Che almeno sappiano che sempre più persone sanno e denunciano il mega-broglio elettorale che va avanti per legge da oltre 20 anni e che la devastazione a cui assistiamo è un loro intenzionale prodotto criminale.
Nulla di tutto questo a San Giorgio del Sannio, comune gretto, degradato e sottosviluppato della provincia, dove fa specie e si assiste con sbigottimento senza pari al fatto che "alcuni" arcinoti per vita, morte e miracoli -rappresentativi solo di se stessi, del loro essere vegliardi o stupidi saltimbanchi assetati di potere, sfruttino la vittoria di De Luca per sancire la sconfitta del sindaco Ricci, nonchè attuale presidente della Provincia, prima sostenuto e osannato proprio da chi ora auspica -udite, udite- un comitato di liberazione da...Ricci !
Evidentemente per costoro la politica è una professione e basta e la coscienza civica qualcosa da manipolare a proprio piacimento.
Ma abbiamo veri cittadini a San Giorgio (e in Campania) o solo servi sciocchi?
La  colpa di Ricci? Secondo i sedicenti liberatori in vista delle amministrative del 2016, avere sostenuto il consigliere regionale Mortaruolo, anzichè... De Luca.
Siamo al delirio incurabile o al colpo di calore estivo se in una intervista rilasciata a Ottochannel, Mario Pepe ha  lanciato un messaggio di dubbia sanità mentale, in cui avrebbe fatto intendere che non sarà Mino Mortaruolo il punto di rifermento alla Regione Campania della futura lista civica sangiorgese, ma bensì direttamente Vincenzo De Luca.
Come comitato civico da sempre ipercritico avverso l'amministrazione Ricci, rifiutiamo categoricamente l'attuale manovra dei sedicenti liberatori di questo squallido e dormiente paese pronto a passare dalle padelle alle braci ardenti.
Comunque, era questa la dichiarazione di rifiuto della scheda elettorale da presentare! Ed è questo
il modello di dichiarazione di rifiuto della scheda elettorale che proponiamo.
Che i cittadini, liberi e pensanti, ammesso che esistano, ne tengano conto per le prossime amministrative a Benevento e a San Giorgio e le politiche.
La coordinatrice del comitato Rosanna Carpentieri

Informazione sulla informazione locale:
L'Informatore Sannita

Aspettiamo punizioni esemplari per chi ha speculato sulla sicurezza e la pubblica incolumità

Sono passati sette lunghi anni e la giustizia non ha ancora concluso il suo corso presso il Tribunale di Benevento, nè sul piano civile risarcitorio nè su quello penale punitivo dei responsabili.
Il 23 maggio 2009 a Cesine, contrada del Comune di San Giorgio del Sannio della provincia di Benevento, devastata da una pedestre lottizzazione p.i.p. di una zona residenziale, si innescava nel cuore della notte un maxi incendio di un capannone della grossa distribuzione alimentare e non, privo dei requisiti minimi anti incendio, gestito con criteri speculativi e clientelari verso la pubblica amministrazione e gli organi di controllo, costruito abusivamente a ridosso delle abitazioni preesistenti dal secolo scorso, inglobate abusivamente in un'attività tutta orientata al profitto facile, elusiva delle leggi e delle più elementari prescrizioni di sicurezza a tutela della pubblica e privata incolumità.
Ciò che si è scoperto ed è emerso lascia semplicemente allibiti per la indescrivibile e sistematica prostituzione in nome del danaro della funzione pubblica ad interessi privatistici !
Auspichiamo che l'informazione nazionale finalmente si occupi di questa incredibile vicenda che si è rivelata la vincita di un terno al lotto per l'impresa senza scrupoli, grazie anche ad una più che verosimile frode assicurativa e che sembra degna di un quarto mondo sotto la sopraffazione e lo sfruttamento delle multinazionali e/o dell'inciviltà più irretita moralmente e giuridicamente, piuttosto che una vicenda accaduta in un paese come l'Italia in cui qualche barlume di civiltà e di legalità dovrebbe pure esistere.
Riportiamo il resoconto succinto di una udienza penale nell'ambito del processo in cui sono stati rinviati a giudizio l'ex sindaco di San Giorgio del Sannio, l'imprenditore, vari ufficiali dei Vigili del Fuoco, ma non anche i responsabili dell'U.T.C., la Compagnia di Assicurazione, etc.
Esponenti della famiglia dirimpettaia coinvolta dall'incendio stanno vanamente aspettando un congruo risarcimento dei danni materiali, morali, esistenziali e alla SALUTE ma è penosa la disinvoltura con cui si allungano i tempi processuali...
Alla udienza del 1 giugno del Processo Barletta-ex sindaco Nardone Giorgio (qui il decreto di rinvio a giudizio) si è proceduto all’esame del teste della Pubblica Accusa, Lupo Vincenzo il quale, dipendente della New Distribution, ha, di fatto, NEGATO (!!!) quanto a suo tempo - sentito dalla p.g. il 26.9.2009- aveva dichiarato in termini di fatiscenza dell’impianto elettrico, di assenza di finestre nel locale di deposito, di sbarramento della porta, di mancanza di uscite di sicurezza e di assenza di impianti anti incendio (!!!).
Dichiarazioni contraddittorie ma false di cui il teste si assumerà ogni responsabilità penale e smentite addirittura da ampia , dettagliata e inoppugnabile documentazione fotografica e da quanto visto nei propri sopralluoghi dalla Digos.
 
 
 

Il p.m. d.ssa Felaco, intervenuta in sostituzione della d.ssa Giammarino, ha quindi contestato al predetto teste le dichiarazioni precedentemente rese in termini tutt’affatto diversi.
Si è proceduto, poi, all’esame dell’imputato De Matteo Antonio il quale ha dichiarato, tra l’altro, che per il capannone incendiato vi era già stato il rilascio del certificato prevenzione incendi previo sopralluogo dei vigili del fuoco.
Vi è stato quindi l’esame dell’ing. Alessandro Crisci, comandante provinciale dei VV.FF. dal 2002 al 2009, il quale ha riferito che con l’ing. Bozzi verificò che il certificato prevenzione incendi mancava, ma mancava per il solo "capannone attiguo" a quello incendiato ( quale capannone attiguo ? quello di Sacchetta Fiore?
Oppure quello mitico e nascosto, connotato da vistoso cancello usurpativo della corte e da pensilina-capannone regolarmente denunciata quale eclatante abuso edilizio (!!!) -in catasto p.lla 226 del F.18- privo quest'ultimo finanche della viabilità urbanistica, in base alle mappe comunali e alle certificazioni del dirigente Mario Fusco dell'Ufficio Tecnico Comunale ma per accedere ed uscire dal quale, circolavano abusivamente e PERICOLOSAMENTE, per volontà dei Barletta e per connivenza del Comune, ogni 5 min., TIR tra le due abitazioni della famiglia CARPENTIERI ILARIO ????).
 
 
 

 
 
 

 
 
 

 
 
 

 
 
 


A sua volta l’imputato Alvino Carmine, ingegnere, ha dichiarato "di essersi limitato ad attestare, con riguardo al capannone attiguo a quello incendiato, che gli impianti (che genere di impianti? n.d.r.) non erano stati modificati e che c’erano solo delle pensiline." Pensiline? Diciamo piuttosto: i capannoni laterali, chiusi, senza finestre e senza vie di fughe a parte un'unica porta d'ingresso in ferro e privi finanche di un fantomatico estintore
sia pure in mezzo a cotanto materiale altamente infiammabile ,a distanze millimetriche dalle abitazioni vicine, come l'incendio del 23 maggio 2009 dimostrò ad abundantiam !
 
 
 

 
 
 


Terminati gli esami degli imputati presenti si è passati all’audizione dei testi richiesti dalle difese degli imputati.
Sono stati sentiti pertanto, i signori Masala, l’ing. Vassalli e l’ing. Carmine Bozzi.
Tranne che per il primo di costoro il quale si è trattenuto sulla questione involgente l’infortunio sul lavoro subito nel febbraio 2008 dal dipendente Lupo Vincenzo, per gli altri due testi il tema dell’esame si è concentrato sul se fosse consentito esercitare l’attività commerciale in mancanza del sopralluogo dei VV.FF. , preliminare alla valutazione di rilascio del certificato prevenzione incendi.
Il processo è stato infine rinviato per l’audizione dei rimanenti testi delle difese e per la discussione del P.m., della parte civile e di almeno due difensori degli imputati per il giorno 10 dicembre 2015 alle ore 12.
Intanto, i Barletta -non sanzionati per inquinamento ambientale da furani e diossine- ancora non hanno pagato un centesimo di risarcimento per i danni materiali esistenziali e alla salute patiti dalla famiglia Carpentieri Ilario a seguito dell'incendio del 23 maggio 2 0 0 9 !!!
In compenso dell'incendio il clan familistico ha incassato (come? erano assicurabili quelle strutture o ricorre la frode assicurativa mediante il reiterato falso ideologico?) un cospicuo risarcimento (INA Assicurazioni, circa 12 milioni di euro !) e sta facendo da mesi movimento terra per una nuova area di sedime sul lotto incendiato.
Per fare cosa? Un altro capannone illegale o palazzi ancora più illegali? Resta il problema di altro capannone PRIVO DI VIABILITA' URBANISTICA per accedere al quale devono VIOLARE UNA ZONA RESIDENZIALE (!) e su cui per quindici anni il Comune -impunito- e pur sostenendo falsamente in atti pubblici, che esiste una strada industriale ma fantomatica a servizio del lotto, HA FATTO TRANSITARE I TIR DI BARLETTA , rifiutando di fatto la pur richiesta ed urgente regolamentazione verticale, orizzontale e per tipologia dei mezzi consentiti, della stradina interpoderale a tutela della pubblica incolumità !!!!

martedì 2 giugno 2015

Chi paga per queste prese per i fondelli nei confronti di tutti i cittadini italiani ed Europei?

23 maggio 2014

-di Rosanna Carpentieri -

SPOT EDULCORANTE E A SENSO UNICO.
PERCIO’ RETICENTE (LA RETICENZA E’ UNA CATEGORIA DEL FALSO IN RAPPORTO AL NON DETTO).
QUESTA E’ LA RAI, PAGATA DAI CITTADINI CON UNA ORRENDA E OBSOLETA TASSA PER AVERE UN’INFORMAZIONE A SENSO UNICO.

Guardate gli spot pubblicitari che in questi giorni sta trasmettendo la R.A.I. (addirittura su Rai Gulp!) in piena campagna elettorale per le elezioni Europee, che si terranno Domenica 25 di Maggio 2014! Sono veramente indecenti, reticenti i fino al midollo!
Chi paga per queste prese per i fondelli nei confronti di tutti i cittadini italiani ed Europei? Sono forse i partiti che hanno voluto questa Unione Europa senza interpellare il popolo, nemmeno con un semplice referendum consultivo (come hanno fatto altri Paesi Europei, dove hanno subito una sonora bocciatura sia sull’euro che sull’Unione Europea) ed hanno scritto sotto dettatura i Trattati Europei Sovranazionali?
Come l’ultimo della serie il Trattato di Lisbona, che in sostanza ha abrogato le Costituzioni Nazionali, senza seguire neppure il particolare iter procedurale, per cambiare le singole costituzioni, di ogni singolo Stato nazionale !
Se si, quali partiti? 
Oppure sono stati direttamente i veri padroni del mondo, non i loro camerieri ( i politici) , che hanno voluto questi spot ossia sono state le multinazionali e le banche che pagano questi spot – visto che reggono le fila della politica (che muovono a loro piacimento, come delle povere marionette)- e sono i primi beneficiari della creazione a tavolino dell’unione Europea?
Non sono certo i popoli Europei che hanno avuto tutto da perdere e niente da guadagnare … da questa aberrante Unione Europea!
Perché dietro ogni presunta istanza di libertà e miglioramento delle libertà di scambio delle merci e delle persone, in un mercato unico sovranazionale, si nasconde la più grande dittatura, che si sia mai vista sulla faccia della terra … !
Dopo ovviamente quella che si è creata nell’ultimo secolo, negli Stati Uniti d’America, che è il vero deus ex macchina della creazione dell’Unione Europea, per distruggere ed assoggettare attraverso le banche e le multinazionali americane, l’Unico serio concorrente che avevano in ambito economico, rendendo l’Europa una succursale della Federal Reserv Bank tramite la banca Centrale Europea BCE e, dipendente del governo americano (un’altra marionetta in mano dei banchieri).
Ed ecco la R.A.I. osannare il meccanismo con i soldi dei cittadini (del canone) ed in piena campagna elettorale. 
Ciò mentre negli ultimi sondaggi più accreditati, si afferma che i cittadini italiani sono contrari all’Euro e all’Unione Europea da un minimo che parte del 50% dei cittadini italiani fino ad un massimo dell’80% !
Possibile che nessuna associazione dei consumatori abbia fatto denuncia? O sono stati già imbavagliati ?
Per questo stanno cercando di correre ai ripari ed inventarsi questi spot coprenti e reticenti… ma, purtroppo per loro, la gente finalmente ha capito come stanno realmente e cose, e non si lascerà ingannare ed abbindolare, dal questi mezzucci da strapazzo messi in campo dall’èlite …!
Ma da qui al 25 Maggio 2014 aspettatevi veramente di tutti i colori, non si fermeranno davanti a niente pur di mantenere il loro potere e i loro assurdi privilegi … e quando diciamo davanti a niente, diciamo che non si faranno nessuno scrupolo di niente … e di nessuno!
P.S.
Non si tratta solo di rispetto di tesi contrapposte e di quel 40-50% del popolo italiano che nei sondaggi dice di non volere più l’Europa, nè tantomeno elezioni-farsa per un parlamento assolutamente privo di poteri!
Tutti gli spot trasmessi prima delle elezioni per condizionare il voto finanche su Rai Gulp (!) per l’indottrinamento ignorante delle nuove generazioni, sono reticenti.
Non dicono per es. che l’Europa ha origini naziste. L’Europa e’ stata creata dai Rothschild per controllare i popoli Europei e per portare avanti il loro piano i Rothschild finanziarono Adolf Hitler.  Hitler nel suo libro scrisse che desiderava un Europa unita. Ma Hitler falli’ nel tentativo di riunire L’Europa con la forza, allora i Rothschild che crearono poi la BCE, decisero di usare la diplomazia e l’inganno andando a piccoli passi, facendo credere inizialmente che l’Europa era solo una zona di ”libero scambio che creava lavoro”, niente di cui preoccuparsi:non rivelarono – 30 anni fa-  la loro vera agenda e cioe’ di arrivare ad un governo centrale Europeo che dettasse ad ogni singolo Stato la politica economica, fiscale, estera, monetaria, altrimenti la gente si sarebbe ribellata in massa al progetto EU !

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