sabato 10 gennaio 2015

Diffamazione. Le critiche al sindaco e l’onore del Comune

Diffamazione. Le critiche al sindaco e l’onore del 

Comune 

I limiti a cui dovrebbero attenersi gli amministratori 

comunali in quanto rappresentati dell’intera comunità 

Chi critica l’operato di un sindaco con toni forti, superando la “continenza espressiva”, lede l’immagine di un Comune? 
Io credo di no, per una serie di ragioni che esporrò prendendo spunto dalla vicenda di Monte Argentario, che aiuta a riflettere sul quesito.
A detta della giunta comunale tali commenti rappresenterebbero una lesione dell’immagine del Comune. La vicenda è dunque emblematica ed è analoga alla lite che oppone il Comune di Marsala al giornalista Giacomo Di Girolamo.
Anche il Comune di Marsala accusa il giornalista di aver leso l’immagine dell’ente locale con alcuni suoi articoli critici sull’amministrazione comunale. Voglio solo ricordarlo senza aggiungere nulla, poiché assisto in giudizio il giornalista citato per danni.
Ma torniamo al quesito. Un Comune rappresenta l’insieme delle persone che compongono la comunità. Non rappresenta soltanto chi è stato eletto per amministrarlo, come il sindaco o la giunta.
Se un cittadino (o un giornalista) critica l’operato della giunta: l’immagine lesa è, eventualmente, quella del sindaco. 
Può dirsi lesa anche l’immagine del Comune? No, e per evidenti ragioni giuridiche (vi è un vero e proprio difetto di legittimazione attivo da parte del Comune nel proporre una azione civile) e di buon senso: come potrebbe sentirsi leso, poniamo il caso, un consigliere all’opposizione che a sua volta critica il sindaco? 
O un cittadino che non condivide la politica del sindaco criticato?
A mio avviso e secondo la più accreditata dottrina, un Comune può dirsi leso e può stare in giudizio nei casi in cui viene lesa l’immagine dell’intera comunità e non l’immagine degli amministratori. 
Chi amministra una comunità di certo la rappresenta, ma le critiche mosse al suo operato non si tramutano in critiche alla comunità tutta, anche in via di diritto.
Se è vero che un Comune “sta in giudizio” (cioè è rappresentato processualmente) dal sindaco, non può essere vero il contrario: cioè che il Comune “sta in giudizio” per difendere “la reputazione” del sindaco e i diritti della persona fisica del sindaco. 
Su questo aspetto, che attiene proprio alcuni principi cardine del diritto, quali la rappresentanza organica delle persone giuridiche (e degli enti) e la legittimazione al giudizio, tanto la dottrina che la giurisprudenza sono abbastanza concordi.
Tali principi giuridici dovrebbero essere tenuti in somma considerazione da tutti quegli amministratori che ritengono di “impersonare” e non già “rappresentare” la propria comunità.
Per queste ragioni ritengo che anche la vicenda del Comune di Monte Argentario non possa avere un prosieguo né in sede civile né in sede penale. Ed anzi, in via generale, ritengo che, addirittura, si possa porre una questione, finanche, di danno erariale,laddove il Comune intenti cause che mirino in realtà alla difesa di un amministratore e non già alla difesa della comunità tutta.
Avvocato Valerio Vartolo
Ossigeno Informazione
Quid iuris sulla querela per diffamazione contro la giornalista Rosanna
Carpentieri, "inventata" dal sindaco di San Giorgio del Sannio(BN) a fronte di
una corposa denuncia ambientale per DANNEGGIAMENTO su piante vive e 
sane, SCEMPIO AMBIENTALE E SPERPERO DI DANARO PUBBLICO, etc.etc. ???
Qui, toccherete con mano l’automatismo giudiziario della querela per 
diffamazione e … la sensibilità ambientale e giuridica della magistratura 
beneventana:

La coordinatrice del comitato civico
Rosanna Carpentieri

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