Visualizzazione post con etichetta sindaco Ricci. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sindaco Ricci. Mostra tutti i post

martedì 9 febbraio 2016

Il civismo federato ormai è una realtà nazionale dalle interessanti prospettive. Il comitato torna a ripetere: Ricci a San Giorgio si dimetta !

CIVISMO FEDERATO
Il 30 gennaio, presso il Teatro Belli in Roma, si è tenuto il
primo incontro tra i rappresentanti di FEDERCIVICA e quelli di
diverse liste civiche provenienti dall’intero territorio nazionale.
L’incontro si proponeva di mettere “INSIEME” liste civiche,
associazioni, comitati cittadini che, senza distinzione di idee politiche e
senza rinunciare alla propria identità e specificità (anche territoriale),
avessero come obiettivo comune la volontà di riscrivere le regole della
democrazia.
L’intento comune è quello di eliminare la frammentazione
delle liste civiche e costituire un movimento politico nuovo, civico e
proveniente dal basso, svincolato dai partiti tradizionali, attento alle
problematiche vere della collettività, vigile nel rispetto dei principi di
legalità e nella trasparenza dell’azione amministrativa ed infine,
dotato di competenze e valori morali individuali tale da rappresentare
un netto segno di discontinuità con i partiti attuali.
Incassato questo successo, ora l’attenzione di Federcivica si
sposterà al prossimo incontro e ad avviare un piano operativo per
Roma ed altre città che si apprestano ad eleggere i nuovi
amministratori locali.
Il treno di FEDERCIVICA comincia a correre e non farà
molte fermate. 
Il civismo federato è ormai una realtà nazionale!

E di essa dovrà prendere atto il primo cittadino di San Giorgio del Sannio (BN) Claudio Ricci.
Un atteggiamento di totale chiusura, quella che emerge ed è sempre stata ingombrante da parte del primo cittadino, nei confronti – dice Carpentieri – di una realtà che ha manifestato “un’insistente volontà di dialogo con i cittadini”. “Nonostante il nostro impegno civico – continua la coordinatrice – siamo stati maltrattati, finanche con l'abuso di querela e l'uso strumentale dell'attività giudiziaria: con ciò Claudio Ricci ha solo dimostrato di non credere alla partecipazione dei cittadini”.
E ciò è molto grave.  A questo punto il comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia chiede che sindaco e giunta si ravvedano, e diano le dimissioni per manifesta incapacità di dialogo con i cittadini.

Ci tormenta il pensare ondivago, tra il pessimismo e l’ottimismo, che ci ostacola a vedere le cose come sono e ci impedisce di concentrarci sul fare, lasciandoci adagiare sulla schiuma delle nervature psicologiche medianiche. Quel che è certo è che abbiamo bisogno di ritrovare il senso della nostra marcia. Non possiamo giocare in difesa.

Dellai - Politica Responsabile - Tàm tàm democraticoLa politica ha questo compito, non l'unico, di aiutare il paese a trovare la sua strada. Negli ultimi anni la politica a livello locale col primo cittadino e a livello nazionale, è invece apparsa sostanzialmente l’ostacolo in questa ricerca
.



Oggi a San Giorgio abbiamo più tasse di prima,e più elevate; non si è innovato in nulla a fronte di servizi INESISTENTI e/o servizi meno soddisfacenti (solo a titolo esemplificativo, dagli uffici postali alle piccole scuole sino alla totale disattenzione per una politica dei servizi sociali e per la creazione di posti di lavoro per i giovani nell'ottica della comunità e della solidarietà, nonchè della legalità in un contesto basale in cui ogni imprenditore persegue il proprio successo ma non prescindendo dalla legalità, dagli altri consociati e  dal resto del mondo, ma proprio grazie all’agire collettivo, proprio grazie alla comunità.
I disservizi idrici, la mancanza di acqua (sic!) sono la cartina al tornasole di un'amministrazione incapace e collusa con i poteri economicamente forti ed ostica ai cittadini e alla loro partecipazione attiva.
Bisogna assolutamente incrementare la partecipazione, il controllo del potere,il patrimonio di volontariato, di mutuo aiuto, di autogoverno: insomma, di quei valori civili ai quali bisogna pur attingere per ritrovare la via d’uscita dal labirinto dei falsi valori nel quale il paese si è cacciato.
Il civismo federato merita assoluta attenzione affinché queste forze provenienti dal basso si mettano in rete, si facciano conoscere, si rafforzino in modo federato, per offrire così il proprio contributo ad una politica locale e nazionale che torni a essere più vera, meno artificiale, più capace non tanto di “parlare al Paese”, quanto di abitarlo, di capirlo, di viverlo. 
E allora, “Zaino in spalla!”. Sono queste le parole che precedono la partenza di una comitiva in montagna, quando un gruppo di amici sta per cominciare il cammino oppure per riprenderlo, dopo una pausa. Parole dai molti significati. 
Invitano a partire, a non indugiare oltre nell’attesa, perché spesso il cammino non è né breve né agevole. Si intende che ognuno porta la sua parte, il peso che è giusto: non di più, non di meno. 
Nel primo caso non si supera la salita e si resta indietro; nel secondo si fa i furbi e si viaggia “a spalle degli altri”. 
E questo è contrario allo spirito della montagna, che è spirito di condivisione.

Vuol dire stare insieme. In cordata. E davanti va chi conosce il sentiero. 

Il capo cordata, che tale è perché tutti hanno fiducia in lui, della sua capacità di leggere i segni e di portare gli amici fino al rifugio, anche se il tempo peggiora, anche nelle nebbie che talvolta nascondono le cime e confondono il paesaggio conosciuto. Anche i sangiorgesi hanno bisogno  sentirsi dire: “zaino in spalla!” Di riprendere il cammino, in cordata, dietro capi degni di fiducia e di rispetto, caricati di un peso giusto e proporzionato alle capacità. Abbiamo bisogno anche noi sangiorgesi di ripartire con creatività, di non indugiare oltre, di ritrovare le tracce del sentiero. 
Perché le nebbie nascondono le cime e coprono la meta, ma non la cancellano. Basta ritrovare il sentiero...

La coordinatrice del comitato

Rosanna Carpentieri

martedì 3 novembre 2015

Trasparenza sul sito istituzionale del Comune di San Giorgio del Sannio. L’ANAC intervenga direttamente !

Da InfoSannio del 1 febbraio 2015
Sul sito istituzionale del Comune di San Giorgio del Sannio è possibile acquisire che:
  • Il responsabile per la Trasparenza è l’Istr.amm. Dario DEL SORDO.
  • Titolare del potere sostitutivo ex l. 241/90 e D.lgs.n.33/2013 nonchè Responsabile della prevenzione e corruzione ex l. n.190/2012 è il SEGRETARIO GENERALE.
Ma, se non vogliamo vanificare le finalità della legge, non occorre evitare giurisdizioni “domestiche” e condizionamenti dovuti ad amicizie , conoscenze o ruoli locali ?
Intanto, sulla “lodevole” opera pubblica: danneggiamento delle alberate di tigli di varie strade non c’è traccia di atti e documenti, neppure quelli relativi all‘appalto conferito ai taglialegna, sul sito dell’ente !
Anzi, l’amministrazione ha eluso persino l’osservanza di una formale istanza di accesso agli atti ai sensi della legge n.241/90 e di una contestuale istanza di accesso civico ai sensi dell’art.5 del D.Lgs.n.33/2013.
Che fare ?
Il Comune di San Giorgio del Sannio nel mese di marzo del 2014 ha omesso di pubblicare sul sito istituzionale qualunque atto o documento relativo alla decisione di procedere a “capitozzatura” delle alberate di tigli storici lungo i margini di varie strade del paese: viale Spinelli, via Roma, via dei Sanniti;
vi ha proceduto, nel mancato rispetto degli obblighi di pubblicità e trasparenza, conferendo appalto ad una ditta prescelta non si sa in base a quale gara e a quali criteri, oltre che requisiti professionali specifici dato l’incarico.
La decisione dell’Amministrazione è stata contestata dalla scrivente e da vari comitati civici , a mezzo comunicati stampa, per gli effetti perversi di danneggiamento del patrimonio arboreo, non supportato da ragionevoli motivazioni ed unico “polmone verde” del paese nonchè per la sorte della bio massa -rimasta avvolta da una coltre di punti interrogativi e da dati fattuali in contrasto con la poi asserita “rottamazione in discarica” della legna risultante dalle efferate capitozzature dei tigli- in virtu’ delle quali tutta la chioma naturale dei tigli veniva troncata, riducendo gli stessi a vergognosi appendiabiti, non più definibili “alberi” nel pieno possesso delle facoltà di purificazione dell’inquinamento atmosferico.
In data 20 dicembre 2014, a mezzo pec acquisita al Protocollo Comunale il 22 dicembre 2014 col n. 21246, la scrivente inoltrava al Comune “Istanza di accesso agli atti” ai sensi della legge n.241/90 e del D.Lgs.n.33/2013 al fine di visionare ed estrarre copia:
dell’ordinanza sindacale o atto equipollente con cui veniva disposta la cd.capitozzatura degli alberi;
le motivazioni alla base di tale determinazione;
la Ditta cui era stato conferito l’appalto per i lavori di capitozzatura con  relativo capitolato o convenzione e gara di appalto;
i soggetti cui è stata attribuita la legna di risulta;
i criteri con cui sono stati individuati i soggetti beneficiari della legna di risulta;
il parere di conformità, preventivo e successivo all’intervento, rilasciato dall’Ufficio Tecnico Comunale.
Il Comune malgrado sollecito all’adempimento del Responsabile per la Trasparenza Istr.Dir. Dario DEL SORDO inviato all’Ufficio Tecnico Comunale, al Segretario Generale (nominato dalla Giunta Titolare dei poteri Sostitutivi e Responsabile della Prevenzione e Corruzione ex lege n.190/2012) e per conoscenza alla istante qui scrivente in data 5 gennaio 2015 Prot. n. 57,
NON OTTEMPERAVA, nè pubblicando sul sito istituzionale gli atti e i documenti richiesti, nè comunicando all’istante Rosanna Carpentieri tempi e modi per l’esercizio del diritto di accesso ai sensi della residuale legge n.241/90.
Residuale quest’ultima in rapporto al generale obbligo sancito dal D.Lgs. n.33/2013, ma NON IRRILEVANTE in rapporto ai diritti e agli interessi meritevoli di tutela di cui è titolare Rosanna CARPENTIERI, in quanto imputata in un procedimento per diffamazione a seguito di querela del Sindaco Claudio RICCI il quale -evidentemente- non ha gradito le lettere sulla vicenda dello scempio ambientale e del danneggiamento dei tigli mediante capitozzatura.
Ma non è tutto.
Il Comune di San Giorgio non ha ancora ottemperato al disposto di cui alla legge n. 190/2012, ovviamente richiamato sia pure non esplicitamente nella istanza di accesso civico da me prodotta, con riferimento all’appalto e al compenso conferiti alla impresa taglialegna !
Il 31 gennaio è scaduto il termine per la pubblicazione dei dati.
E l’ANAC entro il 30 aprile trasmetterà alla Corte dei Conti l’elenco delle amministrazioni che hanno omesso di trasmettere e pubblicare in tutto o in parte le informazioni di cui all’art. 1 comma 32 della legge 190/2012.
Le pubbliche amministrazioni devono pubblicare entro il 31 gennaio in tabelle riassuntive e liberamente scaricabili, anche a fini informatici e statistici, tutti i dati richiesti relativi ai procedimenti di scelta del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi.
Ai sensi dell’art. 1 comma 16 lett. b della legge 190/2012 l’obbligo di informazione comprende TUTTE le tipologie di affidamento previste dal Codice dei Contratti pubblici – senza nessuna esclusione – anche in economia o in modalità diretta e a prescindere dall’acquisizione del codice CIG o di quello smartCIG per le relative procedure, ivi comprese le  SPESE ECONOMALI di minima entità. Per queste ultime in tutte le fattispecie in cui non sia prevista l’acquisizione di un CIG o SmartCIG il campo CIG deve essere valorizzato con il valore 10 zeri (0000000000)
La norma non prevede soglie minime. Per ogni procedimento occorre pubblicare:
a) la struttura proponente,
b) l’oggetto del bando, 
c) procedura di scelta del contraente (se alla data della comunicazione non sono ancora disponibili informazioni sui partecipanti e sull’aggiudicatario dovrà essere indicato il set minimo CIG, struttura proponente, oggetto del bando e procedura di scelta del contrente
c) l’elenco degli operatori invitati a presentare offerte, (nelle procedure negoziate i soggetti ai quali sia stata limitata in partenza la partecipazione; nelle procedure aperte gli operatori che hanno presentato offerta)
d) l’aggiudicatario, 
e) l’importo di aggiudicazione, 
  1. f) i tempi di completamento dell’opera, servizio o fornitura,( se manca il documento analogo al verbale di consegna dei lavori è necessario fare riferimento alla data di attivazione del contratto, o lettera di invito riscontrata dall’operatore o presentazione dell’offerta; se manca il certificato formale di ultimazione è possibile desumere la conclusione dell’appalto con riferimento alla fattura a saldo presentata dall’operatore economico o all’attestazione di regolare espletamento della prestazione. )
    g) l’importo delle somme liquidate. (Deve essere indicato come chiarito dall’ANAc l’importo complessivamente liquidato al lordo delle ritenute operate per legge e al netto dell’IVA; se all’atto della comunicazione annuale l’appalto è in corso di espletamento l’importo sarà commisurato alle somme liquidate sino a quel momento; ).
Attenzione: pur sussistendo una parziale sovrapposizione nella esposizione dei dati con l’adempimento di cui all’art. 23 del dlgs 33/2013, questo con scadenza 31 gennaio, previsto dall’art. 1 comma 32 della legge 190/2012, differisce per contenuto informativo e tempistiche di pubblicazione.
Per tutto quanto esposto, CHIEDIAMO che l’Anac e il Presidente dott. Cantone sanzionino DIRETTAMENTE e senza avvalersi di “intermediari locali” e di una sorta di “giurisdizione domestica”, il Comune di San Giorgio del Sannio (amministrazione iudicanda)!
Per accertare difatti una violazione di per sé lampante, visto l’obbligo di pubblicare la documentazione richiesta dalla scrivente,  nella sezione ‘Amministrazione trasparente’ del sito internet dell’ente, non occorre costruire un procedimento che, ad essere eufemistici, può essere definito farraginoso.
Se così fosse, non sono certo queste le  metodologie e le “pratiche efficaci” per prevenire la corruzione e rafforzare l’integrità e la correttezza dell’azione pubblica a San Giorgio del Sannio!
CHIEDIAMO ALTRESI’ alla magistratura ordinaria del Tribunale di Benevento: abbiamo constatato e toccato con mano il DANNEGGIAMENTO (su piante vive e sanissime), lo SCEMPIO AMBIENTALE E LO SPERPERO DI DANARO PUBBLICO…
COSA ALTRO OCCORRE AFFINCHE’ ​ LA MAGISTRATURA DI BENEVENTO AGISCA PENALMENTE​ (E SAREBBE ORA!) CONTRO IL SINDACO E L’AMMINISTRAZIONE DI SAN GIORGIO DEL SANNIO ?
Possibile che ritenga sempre sostenibili le azioni penali in giudizio quando è il sindaco a querelarsi e soprattutto, quando scomoda il reato fascista della diffamazione a mezzo stampa anche quando il mezzo della stampa non è stato usato ma ci si è limitati a interlocuzioni e lettere critiche verso la p.a. ?​
Rosanna Carpentieri
In proprio e per il Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia
N.B.
La questione del danneggiamento dei tigli a San Giorgio del Sannio si sta facendo più pesante e insostenibile e va ad intersecare altre problematiche non di poco conto, afferenti l’amministrazione Ricci in carica.
Per quanto concerne gli obblighi di trasparenza e di anticorruzione, purtroppo un’altra eclatante violazione di legge già si è concretata poichè le informazioni anti corruzione e quelle che riguardano gli appalti in base all’art. 23 della Legge 190/2012 già dovrebbero essere state pubblicate sul sito dell’Ente nella sezione “amministrazione trasparente” ed in formato leggibile per tutti i cittadini ! 

Ma, di esse non vi è la minima traccia, come potete verificare consultando il sempre più inutile sito web del Comune (male inteso e stra abusato come “vetrina” dell’amministrazione per iniziative propagandistiche che non interessano minimamente la cittadinanza!) .
Solo dopo nostro formale esposto all'ANAC e al giudice Cantone il Comune ha provveduto in modo minimale ed inadeguato a pubblicare sul sito sommarie informazioni rilasciate dall'U.T.C. riguardo la capitozzatura dei tigli: per chi non le reperisse, sono nella sezione Ambiente al seguente link:http://www.comune.sangiorgiodelsannio.bn.it/wp-content/uploads/2014/06/Capitozzatura-Tigli.pdf
Sono tardive e inadeguate rispetto al dettato legislativo e rispetto alla istanza di accesso civico della coordinatrice del comitato civico, ma il tutto è accaduto col beneplacito della "sedicente opposizione consiliare" sempre più inadempiente nello svolgimento del  ruolo istituzionale per cui ha ricevuto mandato elettorale dai cittadini.

Qui , a livello nazionale, il dossier del CONALPA-Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio, sull'orrenda "capitozzatura" dei tigli sangiorgesi.

Vedremo se il suscettibile sindaco Ricci ostico alle critiche si querelerà per diffamazione anche contro il CONALPA !

mercoledì 14 gennaio 2015

Capitozzatura dei tigli e scempio ambientale. Email di protesta a sindaco ed amministratori di San Giorgio del Sannio (BN)



«L'idea del potere politico come servizio ai cittadini è ancora troppo spesso mera utopia.» 
(Sergio Pezza - Magistrato presso il Tribunale di Benevento)

Email di protesta ai nostri amministratori per renderli consapevoli che noi cittadini siamo vigili e che loro non possono fare come se noi non esistessimo, adducendo spiegazioni fantasiose non documentate e che non reggono all'evidenza !
Chiediamo conto al Comune dello scempio ambientale e del danno arrecato ai tigli che fiancheggiavano due strade e di antico impianto (la loro circonferenza misura tra i 250 e i 300 centimetri)!

Egregio Sindaco, egregi amministratori,
Vi scriviamo in relazione alle "potature" che avete svolto sul Viale Spinelli e Via dei Sanniti, oltre che via Roma e per esprimere il nostro totale disappunto e la nostra indignazione nel vedere rovinate le alberate di tigli storici (esseri viventi e complessi ecosistemi) sui quali avete svolto l'inqualificabile intervento di capitozzatura .
Vi chiediamo perchè non abbiate svolto interventi meno drastici, di potatura professionale e non di mutilazione con squallide motoseghe. 
Vi chiediamoo se non siate al corrente dell'importanza che le chiome integre degli alberi svolgono nell'assorbimento delle polveri inquinanti. Polveri che a causa della mutilazione totale della chioma non saranno più assorbite dagli alberi ma potranno entrare nelle case dei cittadini proprio in zone interessate da intenso traffico veicolare.
Cosa pensate di ottenere disponendo sporadiche isole pedonali qualche domenica?
Noi cittadini oggi siamo ormai informati, e non tolleriamo più che interventi privi di qualsiasi cognizione tecnica e scientifica deturpino i nostri già pochi alberi,sperperando il danaro pubblico (oltre ottomila euro!) per procurare un danno a noi , al patrimonio arboreo e alle altre specie. Per i prossimi interventi siete diffidati ad utilizzare la tecnica del taglio di ritorno che a differenza di quello che avete fatto voi mantiene le gemme apicali e non rimuove completamente i rami.
D'altronde siete in palese contraddizione, chiaro indice di abuso di potere: con la scusa del transito di alti tir "impattanti" sugli alberi (poveri alberi!), avete abbassato anzichè innalzare la chioma dei tigli !
Vi diffidiamo inoltre - vista la contestuale clamorosa violazione del D. Lgs. n.33/2013, a rivelare pubblicamente a quale discarica sia stata inviata la legna risultante dalla capitozzatura, giacchè non ci risulta che esistano discariche presso le abitazioni nelle cui pertinenze essa è stata in effetti "scaricata"....
Per tutto quanto esposto e richiesto, vi rendiamo noto che agiremo senza indugio contro il Comune per il notevole danno biologico procurato ai tigli e vi sottoponiamo intanto, i seguenti link del Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio:


Con la più ampia riserva.

Gli aderenti ai comitati civici
tramite la fondatrice-coordinatrice Rosanna Carpentieri

POST SCRIPTUM INVIATO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI BENEVENTO:
Una domanda sorge spontanea. La coordinatrice Rosanna Carpentieri è stata sottoposta a mesi e mesi di indagine per una querela del sindaco per una presunta “diffamazione”.
La stessa si è rivolta circa nove mesi fa alla Procura sporgendo denuncia ambientale per:
DANNEGGIAMENTO (su piante vive e sanissime), SCEMPIO AMBIENTALE E SPERPERO DI DANARO PUBBLICO…oltre ai profili che riguardano la sorte della legna amputata agli alberi che andavano accertati con apposite indagini!!!.
COSA VUOLE DI PIU’ LA MAGISTRATURA DI BENEVENTO PER AGIRE CONTRO IL SINDACO E L’AMMINISTRAZIONE DI SAN GIORGIO DEL SANNIO ?

domenica 14 dicembre 2014

Mattanza di tigli storici e mattanza di...democrazia e partecipazione ! Faremo causa per danno biologico al patrimonio verde !

 "Anche se mi avete mutilato e ferito io conosco il cielo...e sono testimone muto, indifeso ma maestoso delle vostre meschinità." Il tiglio

Vorrei segnalare che la Soprintendenza di Bergamo, in collaborazione con il CFS, ha avviato la prima causa milionaria per danno biologico al patrimonio verde (nel caso di specie, privato. Qualora esso sia pubblico e cioè un bene comune di tutti, ciò costituirebbe un'aggravante di non poco conto!)
IL FATTO:
Cinquecento (500) tigli e ippocastani secolari del santuario ottocentesco di Caravaggio, distrutti questo inverno dall’ignoranza di un gruppo di pensionati incaricati delle potature, sono sottoposti ora ad una perizia individuale per la determinazione del danno biologico subito.
Gli esemplari, dell’età di 90-120 anni e dell’altezza di 20-25 m, sono ora ridotti a monconi alti 5-6m.
A prima vista il danno biologico varia da 2500 a 3500 euro/albero per un totale complessivo di circa 1,5 milioni di euro…non si sa a carico di chi:
a carico del Santuario per negligenza nella custodia di verde sotto vincolo monumentale,
a carico dei sei pensionati per lesioni dolose e colpose,
a carico del Comune per inosservanza nei doveri di vigilanza.
I 6 pensionati, dopo qualche giorno di bestemmie in dialetto bergamasco, sono ora in ritiro spirituale nel santuario e bevono acqua santa dalla mattina alla sera.
LA MATTANZA DI TIGLI STORICI A SAN GIORGIO DEL SANNIO
E' rimasta finora impunita, circondata da una coltre di punti interrogativi cui l'Ente si sottrae dal rispondere, e, - cosa più grave e aberrante - ha avuto dei risvolti giudiziari in danno di chi ha sporto formale denuncia di quanto commesso dall'amministrazione.

MA NON DEMORDEREMO !

IL DANNO BIOLOGICO AI TIGLI SECOLARI DI VIA DEI SANNITI E DI VIALE SPINELLI E' APPUNTO QUANTO IL COMITATO CITTADINI PER LA TRASPARENZA E LA DEMOCRAZIA RICHIEDERA' AL SINDACO RICCI E AL COMUNE DI SAN GIORGIO DEL SANNIO !
E non finisce qui.
Perchè l'ente comunale dopo la mattanza dei tigli voluti da Napoleone Bonaparte e non segnalati e protetti dall'Ente come storici e monumentali (legge n.10/2013) ha pensato, ancora una volta malissimo, di ABBATTERE addirittura gli alberi del Palazzetto dello Sport! 
E intanto la Procura beneventana indaga su chi denuncia! 

Ma non è legittimo chiedersi quali siano le motivazioni che hanno spinto a tale scempio con costi diretti a carico della comunità e che fine abbia fatto la legna? Chi se ne è appropriato? O a chi è stata assegnata e in base a quali criteri?

Una cosa è certa: le lamentele "querulanti" del sindaco che fa un abuso strumentale della denuncia per diffamazione (TUTTA DA DIMOSTRARE!)  per imbavagliare il dissenso e le più che legittime critiche alle scelte perverse dell'amministrazione (così come l'indignazione e i mugugni dei cittadini...) non servono. 
Esiste una procedura tecnica per la determinazione del DANNO BIOLOGICO. E la si applica negli incidenti come PURE nelle LESIONI VOLONTARIE su uomo, ANIMALI E ALBERI ! 

Non a caso, come comitato civico,nella scorsa tarda primavera e cioè nell'immediatezza dei fatti criminosi, abbiamo fatto denuncia anche a mezzo stampa (dato l'interesse e la rilevanza PUBBLICA) al Corpo Forestale dello Stato e direttamente alla Procura (inviando alle autorità competenti un corposo e orripilante dossier fotografico). 
Purtroppo, nella nostra ristretta realtà provincialotta e limitante, la Forestale non ha espletato -per quanto ci risulta - le indagini richieste non ravvisando nessuna violazione di legge (sic!), mentre la Procura di Benevento, attraverso l'opera diretta dell'esimio procuratore capo dott. Giuseppe Maddalena, non ha trovato nulla di meglio da fare che  sottoporre la denunciante (la coordinatrice del comitato, denunciante e scrivente in nome e per conto di tale associazione spontanea di cittadini) a ben 9 mesi di indagine per aver leso la reputazione del sindaco Ricci.... (SIC!).

Incredibile, ma VERO!

In conclusione vorrei riportare quanto risponderebbe al sindaco Ricci, senza troppi peli sulla lingua, Ermanno Casasco, professionista di fama internazionale e autore del libro Giardiniere errante: 
«A New York nevica più che a Milano, ma agli alberi di Central Park o al Village vengono portati via solo i rami più bassi o che sporgono troppo». 
Mai sottovalutare le potature, ricorda poi: «Un mio maestro diceva sempre che da lì si capisce se l’amministrazione di una città è corrotta o no…».

Rosanna Carpentieri
per il Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia di San Giorgio del Sannio (BN)

Fonte:https://infosannio.wordpress.com/2014/12/13/san-giorgio-del-sannio-bn-rosanna-carpentieri-mattanza-di-tigli-storici-e-mattanza-di-democrazia-e-partecipazione-faremo-causa-per-danno-biologico-al-patrimonio-verde/

Si legga anche:

Valore Degli Alberi.Stima del danno Biologico per lesioni volontarie ad Alberi








INFORMAZIONE SULL'INFORMAZIONE LOCALE:

http://www.agoranewsonline.com/1/cronaca_3397585.html

lunedì 1 settembre 2014

Tra comunismo nazionale e locale, aprite gli occhi ! Segnalazione editoriale-invito alla lettura alla Redazione di Agorà di Mario Pepe e al Sindaco Claudio Ricci

Negli ultimi ... 20 anni... la "sinistra" in Italia ha avuto un ruolo FONDAMENTALE ovvero quello di fare passare riforme inaccettabili che se fossero state portate avanti dalle destre avrebbero causato rivolte popolari .... Purtroppo ancora in molti, troppi continuano a non vedere come stanno le cose e a farsi infinocchiare dal leader della "sinistra" di turno....
Pochi giorni fa questo Comitato civico coordinato da Rosanna Carpentieri ha indirizzato una segnalazione editoriale provocatoria al sindaco piddino di San Giorgio del Sannio (BN) e al direttore del giornale locale Agorà che ha come Direttore l'ex parlamentare democristiano poi passato al PD, Mario Pepe che ora si riconosce nella veste di tribuno e pontefice contro la stessa giunta in carica che egli stesso propinò e sostenne qualche anno fa, ingannando tout court i sangiorgesi.
L'inganno purtroppo è connaturale alla sinistra italiana e al comunismo ed è questione semplice e complessa che va assolutamente capita e assunta come punto fermo.
La conseguenza sarebbe che è del tutto fuori posto e non consente di avanzare di un solo passo il mero "stupore degli italidioti" se un certo Renzie è peggio di Berlusconi nella privatizzazione dei beni pubblici, se un sindaco ha completamente privatizzato e soggiogato ad interessi privatistici-speculativi la politica e il mandato istituzionale, se il più illustre e longevo Comunista italiano,  Re Giorgio Napolitano -per la seconda volta consecutiva Presidente della ex Repubblica italiana- ha scritto nel lontano 1977 (molto prima dunque del 1992...) quello che poi sarebbe divenuto il diktat ossessivo e antidemocratico  della Troika e del governo sovranazionale europeo, contrario quest'ultimo alla nostra Costituzione ed in mano a lobbies e banksters, con prostituzione adorante a David (Rockfeller...) e al F.M.I. (!!!)

Aprite gli occhi !

Di seguito trascriviamo la lettera inviata al Sindaco Claudio Ricci e all'ex Onorevole Mario Pepe.
Nessun riscontro. A conferma della loro monocorde e sclerotica  miopia e refrattarietà alla verità dei fatti e al discorso serio.

Incidenter tantum,ma ha senso che un più volte ex sindaco sangiorgese e inconcusso burattinaio più o meno occulto della vita politico-amministrativa sangiorgese, lanci oggi una raccolta firme per "chiedere un parco-giochi su Viale Spinelli, valore stimato 4-6000 euro" ?  

Non saranno il narcisismo e le percezioni senili a distorcere la verità della storia e dei fatti.

AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE-COMUNICATO STAMPA


Spett.le Redazione di Agora,

il nostro motto è: DOCUMENTI MOLTI,  "CHIACCHIERE" POCHISSIME ...........

BASTA LEGGERE PER CAPIRE MOLTE COSE !

E' uscito edito da Editori Riuniti l'ultima fatica, stavolta editoriale, del vostro Presidente della Repubblica Giorgio NAPOLITANO dal titolo: "PROPOSTA DI PROGETTO A MEDIO TERMINE".

Invitiamo la Redazione di Agorà e i suoi lettori a comprarlo e leggerlo (sarebbe ora...!).

Questo è il vero comunismo italiano !

Quello che, tra le altre cose,  rappresenta una svolta di primo ordine: la rottura del silenzio complice da parte de Il Comunista Italiano ultranovantenne.

http://www.ebay.it/itm/PROPOSTA-DI-PROGETTO-A-MEDIO-TERMINE-PCI-Comunismo-Politica-1977-Comitato-Storia-/300794994236

Passate parola anche all'esimio Direttore ex onorevole DC-PD Mario Pepe e al Sindaco Claudio Ricci di San Giorgio del Sannio (BN).

Affinchè...come dice -  in prima e in quarta di copertina - Re Giorgio Napolitano, sia suscitato "il più ampio e serrato dibattito tra le forze politiche e sociali "... (sarebbe ora...!).

Segnaliamo a pag. 122 l'immancabile (?) "inchino devoto" al F.M.I.

Grazie per la publicazione.

Saluti.




Rosanna Carpentieri
Coordinatrice del Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia


(di fatto, equivalente al "chiasso complice"...).


RENZI PEGGIO DI BERLUSCONI: BENI COMUNI QUOTATI IN BORSA
Renzi peggio di Berlusconi. Se quest’ultimo, non più tardi di due mesi dalla straordinaria vittoria referendaria sull’acqua del giugno 2011, aveva provato rimettere in campo l’obbligatorietà della privatizzazione dei servizi pubblici locali (bocciata l’anno successivo dalla Corte Costituzionale), Renzi con il “pacchetto 12” contenuto nello “Sblocca Italia” fa molto di più.
Questa volta non si parla “solo” di privatizzazione, bensì di obbligo alla quotazione in Borsa: entro un anno dall’entrata in vigore della legge, gli enti locali che gestiscono il trasporto pubblico locale o il servizio rifiuti dovranno collocare in Borsa o direttamente il 60%, oppure una quota ridotta, a patto che privatizzino la parte eccedente fino alla cessione del 49,9%.
Se non accetteranno il diktat, entro un anno dovranno mettere a gara la gestione dei servizi; se soccomberanno otterranno un prolungamento della concessione di ben 22 anni e 6 mesi!
Come già Berlusconi, anche Renzi si mette la foglia di fico di non nominare l’acqua fra i servizi da consegnare ai capitali finanziari; ma, a parte il fatto che il referendum non riguardava solo l’acqua, bensì tutti i servizi pubblici locali, è evidente l’effetto domino del provvedimento, sia sulle società multiutility che già oggi gestiscono più servizi (acqua compresa), sia su tutti gli enti locali che verrebbero inevitabilmente spinti a privatizzare tutto, anche per poter usufruire delle somme derivanti dalla cessione di quote, che il Governo pensa bene di sottrarre alle tenaglie del patto di stabilità.
Nel pieno della crisi sistemica, ecco dunque il cambio di verso dello scattante premier: non più l’obsoleta privatizzazione dei servizi pubblici locali, bensì la loro diretta consegna agli interessi dei grandi capitali finanziari, che da tempo attendono di poter avviare un nuovo ciclo di accumulazione, attraverso “mercati” redditizi e sicuri (si può vivere senza beni essenziali?) e gestiti in condizione di monopolio assoluto (per un solo territorio vi è un solo acquedotto, un solo servizio rifiuti).
Da queste norme, traspare in tutta evidenza l’idea non tanto dell’eliminazione del “pubblico” –quello è bene che rimanga, altrimenti chi potrebbe organizzare il controllo sociale autoritario delle comunità?- bensì della sua trasformazione da erogatore di servizi e garante di diritti, con un’eminente funzione pubblica e sociale, in veicolo per l’espansione della sfera d’influenza degli interessi finanziari sulla società.
Naturalmente, è ancora una volta la Cassa Depositi e Prestiti ad essere utilizzata per questo enorme disegno di espropriazione dei beni comuni: come già per la dismissione del patrimonio pubblico degli enti locali, è già allo studio un apposito fondo per finanziare anche la privatizzazione dei servizi pubblici locali.
Emerge, oggi più che mai, la necessità di una nuova, ampia e inclusiva mobilitazione sociale, che deve assumere la riappropriazione della funzione pubblica e sociale dell’ente locale come obiettivo di tutti i movimenti in lotta per l’acqua e i beni comuni, e di una nuova finanza pubblica e sociale, a partire dalla socializzazione di Cassa Depositi e Prestiti.
E, poiché il disegno di espropriazione dei servizi pubblici locali viene portato avanti con il pieno consenso dell'Anci, espresso a più riprese dal suo Presidente Piero Fassino, una domanda sorge spontanea: non è il momento per i molti Sindaci che ancora non hanno abdicato al proprio ruolo di primi garanti della democrazia di prossimità per le comunità locali, di iniziare a ragionare su un'aggregazione alternativa degli enti locali, fuori e contro un Anci al servizio dei poteri forti?

Leggete anche: http://sangiorgiodelsannio.blogspot.it/2014/06/emancipazione-dei-cittadini-sangiorgesi.html


venerdì 7 marzo 2014

Differenziata flop e danno erariale: RICCI E SACCAVINO PAGHINO !

Dopo RECCO, già condannato, altri 9 comuni in Liguria (tra cui Sestri Levante) sono pronti ad essere mandati a giudizio !
Questo insegna ai cittadini (!?) che i sindaci e gli assessori all'ambiente producono il danno erariale per assecondare le "ECOMAFIE", la Corte dei Conti esamina i dati e sanziona. 

Ma la "POLITICA" prova sempre a  mettere una pezza di Arlecchino..............
Il cittadino-suddito (!!??) totalmente ubriacato di stronzate, tace. 

Tace e permette alla POLITICA di rubare ancora una volta !!!

E' quanto sta succedendo a San Giorgio del Sannio (BN) nella totale impunità (per ora) del sindaco Ricci e dell'assessore alla Igiene Urbana Saccavino che, malgrado il fallimento, nè rassegnano le più volte richieste dimissioni, nè vengono deferiti alla magistratura contabile per questo e per altri esosi danni erariali (vedasi: acquisizione, demolizione edificio ex poste in via De Gasperi, indebitamento del Comune per la "villa comunale degli gnomi"....) dalla locale stazione dei Carabinieri il cui Luogotenente -da oltre venti anni- avalla, ai limiti del favoreggiamento, gli illeciti della Pubblica Amministrazione sangiorgese. 





domenica 9 febbraio 2014

Mozione di sfiducia Popolare; sfrattiamo il sindaco Ricci e la sua giunta !

Iniziativa da intraprendere senza indugio anche per il sindaco Ricci di San Giorgio del Sannio (BN) che, malgrado una gestione fallimentare e dissennata anche sotto il profilo erariale (v.amianto ex Poste, cd."villa comunale" e relativo indebitamento, raccolta differenziata ai minimi storici etc.etc.) non vuole dimettersi. 

Sfrattiamolo noi cittadini !


domenica 6 ottobre 2013

Differenziata e democrazia nel FEUDO di San Giorgio del Sannio


Sindaco Claudio RICCI
Giuseppe Saccavino
Assessore alla Igiene Urbana G.SACCAVINO

Sono almeno nove ANNI, non giorni…che la pattuglia degli amministratori sangiorgesi pagati dai cittadini (i sindaci Nardone e Ricci e l’immancabile Saccavino) sono inadempienti: conoscono il problema e se ne fregano altamente della salute pubblica producendo, CONSAPEVOLMENTE, un enorme danno ambientale! Peccato per il sindaco Claudio Ricci: malgrado anche altrui responsabilità, sarà ricordato ai posteri come il primo sindaco cui viene addebitato il DANNO AMBIENTALE per il mancato raggiungimento della percentuale MINIMA prevista dalle norme. 
E gli assessorati regionale e provinciale all’Ambiente cosa hanno fatto sinora? 
I puttini incoscienti che scendono dalle nuvole? Come se non conoscessimo il sistema mafioso dei rifiuti…  
See more at: http://www.informatoresannita.it/archives/30952#comment-8711


Ora, il comitato che coordino ha finalmente inoltrato denuncia a tutte le autorità competenti sulla insostenibile inefficienza della differenziata, previa diffida e atto dichiaratorio ai responsabili individuati nei vertici politico-amministrativi del Comune, che potete leggere qui:http://www.informatoresannita.it/archives/47468


Per correttezza di informazione segnaliamo che il sindaco Ricci e l’assessore all’igiene urbana Saccavino non hanno ancora risposto ma, dopo appena due giorni dalla ricezione della diffida, in data 07 sett. 2013, di concerto, si sono limitati a :


far sapere di “avere scritto alla Regione” stante il divieto di indire nuove gare di appalto (previsto dalla Delibera Giunta Regione Campania n.221 del 05 luglio 2013) e la prossima scadenza in data 27 novembre 2013 dell'appalto alla ditta Igiene Urbana s.r.l.,(http://www.ilvaglio.it/ambiente/ciclo-dei-rifiuti-il-comune-di-s-giorgio-del-s-scrive-alla-regione/) quasi a voler giustificare con lo scaricabarile l’annosa inerzia dell’amministrazione…;


a preannunciare non meglio precisate “novità in arrivo” in materia di raccolta dei rifiuti,(http://benevento.ottopagine.net/2013/09/17/differenziata-novita-in-arrivo/#comment-310) senza coinvolgere a livello decisionale e partecipativo i cittadini.


Come sempre (quid novi ?), salvo poi far pagare ai cittadini le conseguenze di scelte dissennate se non palesemente illegali !


A San Giorgio urge l’introduzione del Bilancio Partecipativo sia per decidere sugli investimenti che sui i tagli, urge l’introduzione del referendum opzionale stile svizzero per decidere immediatamente (e non dopo anni…) sulle scelte fatte dagli amministratori, prima che queste abbiano procurato danni,urge l’introduzione della possibilità di revocare gli amministratori, l’introduzione del referendum finanziario o comunque di una consultazione online sulle spese sopra una certa entità.
Purtroppo, basta una occhiata fugace oltre che alla prassi quotidiana anche allo Statuto dell’Ente, per accorgersi del livello di democrazia e del rilievo che viene dato agli istituti di partecipazione popolare, nel FEUDO sangiorgese.

Rosanna Carpentieri

- See more at: http://www.informatoresannita.it/archives/30952#comment-8711

mercoledì 4 settembre 2013

Raccolta differenziata a San Giorgio del Sannio: flop o farsa-truffa ai danni dei cittadini ? Il comitato civico guidato da Carpentieri denuncia il Comune in persona dei vertici politico amministrativi

Da News Campania del 04 settembre 2013



AL SINDACO DI SAN GIORGIO DEL SANNIO
ALL'ASSESSORE ALL'IGIENE URBANA
AI GRUPPI DI OPPOSIZIONE CONSILIARE "NUOVA SAN GIORGIO" E "LIBERAMENTE"

Oggetto:DENUNCIA.  
             Raccolta differenziata a San Giorgio del Sannio. Ditta                                    Igiene Urbana s.r.l..
             Appalto, inadempienze e ...omissis 
             Smaltimento illegale di rifiuti riciclabili differenziati.  
PREMESSA
Apprendiamo dalla stampa che l'impresa che si occupa della raccolta rifiuti a San Giorgio del Sannio dopo essere stata coinvolta in un'inchiesta della Procura di Torre Annunziata per Durc fasulli , truffa a Inps e Inail, turbativa d'asta negli appalti per la raccolta dei rifiuti, varie infrazioni alla normativa ambientale è stata colpita da una richiesta di interdizione a lavorare con enti pubblici. Nonostante ciò, non solo l'impresa ha continuato a lavorare nel settore dei rifiuti, ma ha l'appalto per la raccolta ed il trasporto rifiuti nel comune di San Giorgio del Sannio, con inefficienze indescrivibili per quanto riguarda le frazioni di differenziata da destinare al recupero (multimateriale, plastica, alluminio, vetro, carta). 
Trattasi di IGIENE URBANA s.r.l., impresa di Sant'Antonio Abate (NA), con attuale sede legale in via Leonardo da Vinci 14, 84018 SCAFATI (SA). 
Il Prefetto di Napoli sollevò sempre nel 2012 consistenti sospetti sugli amministratori della stessa, che divenne oggetto di una informativa "atipica", di una comunicazione di allerta inoltrata al comune di Scafati, invitandolo a decidere se continuare il rapporto di lavoro con la società abatese.
Ciò premesso e viste le eclatanti inadempienze de L'Igiene Urbana s.r.l. nel prelevare - secondo il calendario contrattuale - dalle abitazioni sangiorgesi, nel recuperare e nello smaltire il multi materiale (molto probabilmente e con ragionevole dubbio inviato in discarica o in qualche termocancrovalorizzatore anzichè essere destinato effettivamente al riciclo...[!?] con la conseguenza del mancato raggiungimento delle percentuali minime fissate dalla legge per la raccolta differenziata ed un notevole danno erariale a  carico dei cittadini),
chiediamo :
al sindaco Claudio Ricci e all'assessore all'Igiene G.Saccavino:
perchè il Comune di San Giorgio del Sannio NON REVOCA ad horas l'appalto alla ditta Igiene Urbana s.r.l. ?
perchè non vigila sui disservizi, le inefficienze e i disservizi dell'impresa?
Verso quale centro di raccolta o impianto di recupero vengono avviati da Igiene Urbana s.r.l.dopo il prelievo i rifiuti riciclabili differenziati ?
Verso quale inceneritore o discarica è trasportata la frazione in-differenziata ?
Perchè alla cittadinanza non vengono offerte informazioni dettagliate non solo sulle quantità di raccolta differenziata, irrisorie rispetto alle percentuali minime fissate dalle norme vigenti ratione temporis per il periodo dal 2003 al 2012, ma anche sulla tracciabilità e l'intero ciclo dei rifiuti prodotti, dalla raccolta sino allo smaltimento , al recupero e le aziende pubbliche o private che si occupano di trattamento e di smaltimento dei rifiuti solidi urbani del nostro comune ?
E' un segreto di stato?
Eppure la massima trasparenza possibile e la totale pubblicità del ciclo dei rifiuti è un atto dovuto e necessario in quanto riguarda dati sensibili che permetterebbero di dare garanzie di legalità ai cittadini e di consentire a costoro di valutare serenamente ed in modo trasparente sia i costi/benefici che gli impatti ambientali derivanti da alcune scelte rispetto ad altre, ma soprattutto di avviare un percorso "virtuoso" dei rifiuti e della "nuova materia" in cui si trasformano.
Per-tanto, chiediamo di conoscere ai sensi e per gli effetti della L. 241/90 e succ.modif. e integr.,tutto quanto sinora ci avete artatamente e illegalmente occultato ed è quindi rimasto sconosciuto.
Perchè la percentuale di raccolta differenziata è estremamente bassa in relazione  alle specificità territoriali che presentano una impronta ecologica particolarmente dannosa per il sistema ambientale ?
Perchè non è stato elaborato un qualsivoglia progetto di avvicinamento ai valori stabiliti dalle norme, dimostrato dall'inefficienza del sistema di raccolta differenziata effettuato dall'impresa Igiene Urbana, implementato ingiustificatamente dal Comune in persona dei vertici politico-amministrativi?
Perchè non si persegue ma al contrario si fa finta di non vedere la deturpazione del paesaggio derivata da discariche abusive in aree verdi, aree pubbliche e-finanche-in aree private residenziali ? Tra le tante, segnaliamo la discarica abusiva in via Cesine all'altezza e sul lato del centro commerciale Barletta, prescelto per la raccolta dei rifiuti tessili e affini, e quella nella zona residenziale satura di interesse storico nella contrada Cerzone di via Cesine, tristemente nota per il maxi incendio di un capannone commerciale abusivo, sempre di Barletta, nel 2009.
In merito alla Delibera di Giunta Regionale n. 384/2012, perchè l'ente non ha mai adeguatamente informato i cittadini ?
Cosa intende fare per quanti non intendono conferire la frazione umida differenziata, ma vogliono trattenerla per praticare il compostaggio domestico?
Perchè l'Ente versa in un vergognoso ritardo nell'adottare il Regolamento per l'attuazione della succitata delibera regionale nè ha pubblicato sul sito istituzionale la convenzione che ciascun cittadino è facultato a sottoscrivere con il Comune, ottenendo il diritto ad una riduzione della Tarsu?
In base a quali criteri pubblici e trasparenti, comunque non portati a conoscenza dei cittadini, è stata allora, determinata la Tares in acconto e a saldo ?
Si richiede risposta immediata da rendere pubblica a mezzo stampa, data l'importanza e l'interesse dell'intera collettività ai quesiti posti.
Con la più ampia riserva.
(omississegue denuncia alle autorità competenti)
Comitato "Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia"
La Coordinatrice
Rosanna Carpentieri

N.B.
Lo avevamo già preannunciato (http://www.informatoresannita.it/archives/30952), ora la denuncia è pronta.
Aspettiamo che le autorità competenti compiano il compito cui sono preposte.



Si legga anche Altravocedelsannio.



Il problema è annoso ma il Comune per giustificarsi dell'inerzia ANNOSA cosa fa?
Si appiglia ad una recentissima delibera regionale del 5 luglio scorso: avrebbe le mani legate (sic!).
Il prossimo 27 novembre scade l'appalto quinquennale del disservizio rifiuti e l'assessore all'igiene e il sindaco non sanno cosa fare stante "il divieto di indire nuove gare e/o procedure di affidamento"...
Così lo scaricabarile è servito.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Printfriendly