martedì 7 ottobre 2014

Dalla Svizzera una lettera aperta al ballerino saltimbanco Mario Pepe, defenestrato dal piddì : "Tu a chi appartieni?"


































"Pepe Rebus", immagine tratta dall'album su facebook: Le vergogne e le illegalità di San Giorgio del Sannio (BN)

Da dem24 del 02 ottobre 2014

Gennaro De Duonni ha lasciato San Giorgio Del Sannio 54 anni fa. Si unì a quelli che pensarono di trovare in Svizzera la terra promessa’, che peraltro, De Duonni trovò pure.
 A 75 anni si definisce un “diversamente giovane”; ha due figlie, di cui un italiano emigrato può andar fiero, perché una fa il medico, mentre l’altra è proprietaria di un albergo a Lugano.
Ma Gennaro non è stato soltanto un instancabile lavoratore italiano, tutto fabbrica, famiglia e risparmi, ma è riuscito a coltivare, nella neutrale Svizzera, la sua passione politica: è stato un dirigente importante del Pci, componente addirittura del Comitato centrale. Dava del tu a Pajetta (“Con lui ho avuto confronti aspri”) e conosceva anche Berlinguer. 
A San Giorgio Del Sannio, era l’avversario riconosciuto di un giovanissimo dirigente della Dci, Mario Pepe.  
Gennaro ha sempre seguito le cronache politiche del suo paese, con un’attenzione particolare alle evoluzioni e alle parabole di Pepe.
Ed è rimasto colpito dall’epilogo della carriera politica del suo illustre concittadino. Così dopo aver letto gli articoli di dem24.it sull’ex deputato del Pd finito a tifare, nelle ultime tornate elettorali compresa quella in corso per le Provinciali, per il centrodestra ha deciso di far recapitare a Mario Pepe – per il tramite di dem24 – una lettera aperta: 
“Egregio Mario Pepe
questa è la seconda lettera aperta che ti scrivo per riaffermare con più forza l’indignazione e lo sgomento per il tuo modo di fare il ballerino. 
Ma alla nostra età è più dignitoso starsene seduti; ci sono momenti della vita in cui fare uso della saggezza maturata con il vissuto è il modo di andarcene da questo mondo con dignità. 
Certo che pretendere dignità da chi ha tradito me e la buona fede di migliaia di persone è pretendere troppo, ma voglio pensare che almeno dai tuoi figli vorresti essere guardato come un padre lineare e coerente con dei principi che nel Pd sono solidarietà e abnegazione nei confronti dei più deboli.
Non voglio convincerti del mio credo, che l’eternità è il tempo in cui i nostri figli ci ricorderanno per l’esempio e la coerenza, non certo per i tradimenti e gli abusi.
Voglio ricordare una frase che mi disse Pajetta: “Ai figli non bisogna lasciare ricchezze, ma istruzione e dignità di vita”.
Sono stato molto attivo in politica e so che per emergere bisogna sacrificarsi molto, perché vuoi buttare alle ortiche tanti sacrifici?
Redimersi è possibile, basta umilmente riconoscere che il nostro tempo è passato, che il vero potere è quello che si dà senza chiedere. Lo diceva con più belle parole Einstein che a chi gli chiedeva la nazionalità rispondeva ‘appartengo alla razza umana’. 
Tu a chi appartieni?
I tradimenti escludono e non includono, non farti espellere da questa vita per cattiva moralità. 
Gennaro De Duonni“.



E forse, porta pure iella... di Teresa Ferragamo

Mario Pepe, politico ormai fallito che neppure il Porcellum è riuscito a salvare, dice: “Bene la candidatura di Fausto Pepe alle Regionali” e sono subito fischi.
Poi, prende fiato per due giorni  prima di prorompere di nuovo: “Sosterrò Giorgio Nista alla presidenza della Provincia”. Molto probabilmente, l’ex deputato non si è accorto di quello che accade sotto il suo naso. E sì che lui dovrebbe sapere bene che in politica ci vuole fiuto.
La sua furia, cattiva e arruffona, è arrivata all’acme. A un tale livello parossistico da far pensare che abbia raggiunto un punto di non ritorno.
Quello che sta accadendo è che il Pd è, di fatto, l’unico partito che possa in questa provincia vantare una proposta politica alta, condivisa e trasparente. Tutto il resto o non esiste o è solo fuffa.
Questi ex onore’ dei nostri stivali ci hanno, francamente, un po’ stancati. Anche perché dopo un lungo protagonismo senza costrutto durato 40 anni, vorremmo che la provincia di Benevento potesse voltare pagina.
Ma Mario Pepe, evidentemente, si sente escluso e prova a sentirsi vivo appostando endorsement a destra come a manca, sganciando un giorno sì e l’altro pure sberle al Pd, che è stato il suo partito prima del congedo finale alle ultime Parlamentarie, quando il popolo delle primarie bocciò il suo – solitario- tentativo di ritornare in Parlamento.
Parafrasando Marx, potremmo dire che, nel suo caso, la storia si ripete sempre due volte, la prima come tragedia e la seconda pure.
Perché a Mario Pepe non ne va bene una: per esempio, quando ha lisciato il pelo all’Udc, questo è quasi scomparso dal panorama nazionale; quando ci ha provato con Monti, dalle parti di Scelta civica si è scatenato l’inferno, l’ex Professore prestato alla politica si è liquefatto e i suoi seguaci si sono dati a gambe; quando, alle scorse Europee, ha votato e invitato a votare Clemente Mastella (sic!!! n.d.r.), il leader dell’ex Udeur, per la prima volta nella sua lunga carriera politica, non è riuscito a farsi eleggere.
Se fossimo scaramantici, cominceremmo a pensare che Mario Pepe porta iella.
Nel dubbio, però, i destinatari dei suoi endorsement estivi è meglio che girino con adeguati amuleti o con le mani in tasca. Insomma, è meglio che si tengano a debita distanza se non vogliono essere stritolati dalla morsa iettatrice di Pepe.
Quello di Pepe è solo lo sfogo di uno che ha già oltrepassato le colonne d’Ercole della crisi di nervi.
Il latrato di trionfo che ha emesso, pochi giorni fa, per la candidatura di Nista alle Provinciali ha sortito il primo effetto: intorno a una tavola bandita si è consumata la rivolta silenziosa di sindaci e amministratori di centrodestra, della valle Telesina e non solo, che hanno sbattuto le porte in faccia all’ex diessino al quale, in sostanza, hanno voluto dire “non sei dei nostri e non lo sarai mai”.
Ora immaginiamo che un agosto leggero e, dunque, banale faccia venir voglia di esternare a un ex di tutto con tre pensioni da godere, ma Mario Pepe, pancia e portafogli pieni, ci faccia il piacere di tenersi lontano dall’agone politico, perché qui ci sono cose serie di cui occuparsi, lo vuole la fredda logica della realtà.
Le astiosità di un’anziana compagnia di controcanto non servono e non interessano a nessuno. Pepe è solo un brontolone vendicativo che si ribella alla legge dell’oblio e dal quale oggi persone comuni non comprerebbero neppure un’auto usata per nessun motivo.
Pepe è solo un bullo avvizzito dall’età che non si rassegna alla perdita di potere, quello che – stando ai risultati – ha per 40 anni esercitato esclusivamente per se stesso.
Un ex deputato che si comporta come un teppistello da quattro soldi non fa paura a nessuno, né tantomeno può determinare processi politici che neppure capisce. Si comporta da ultras: un frustrato che per dimostrare di esistere è costretto a urlare, l’abuso della parole come risposta alla superiorità altrui.
Ma li conosciamo quelli come lui, abituati a scondinzolare dietro il primo che gli passa davanti per tentare di ritornare dove i cittadini non lo vogliono più vedere, in politica. E’ proprio a quella cialtroneria che i sanniti hanno detto basta quando lo hanno sbattuto fuori dalla competizione elettorale.
La sua fatwa contro il Pd è solo il segno di encefalogramma ormai piatto. 
Con quell’aspetto cupo da menagramo è meglio che stia lontano dal Pd.

domenica 5 ottobre 2014

Sondaggio sull'apparente immunità giudiziaria dell'amministrazione sangiorgese






    
http://it.99polls.com/poll_415294:1

Segnalazione editoriale-invito alla lettura alla Redazione di Agorà di Mario Pepe e ad Agorà News On Line di Giuseppe Parisi e al Sindaco Claudio Ricci

Da Agorà News On Line di Giuseppe Parisi
del 05 ottobre 2014


AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE-

COMUNICATO STAMPA


AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE-COMUNICATO STAMPA - Agorà News on Line

Segnalazione editoriale-invito alla lettura alla Redazione di Agorà di Mario Pepe e ad Agorà  News On Line di Giuseppe Parisi   e al Sindaco Claudio Ricci

Negli ultimi ... 20 anni... la "sinistra" in Italia ha avuto un ruolo FONDAMENTALE ovvero quello di fare passare riforme inaccettabili che se fossero state portate avanti dalle destre avrebbero causato rivolte popolari .... Purtroppo ancora in molti, troppi continuano a non vedere come stanno le cose e a farsi infinocchiare dal leader della "sinistra" di turno....
Pochi giorni fa questo Comitato civico coordinato da Rosanna Carpentieri ha indirizzato una segnalazione editoriale provocatoria al sindaco piddino di San Giorgio del Sannio (BN) e al direttore del giornale locale Agorà che ha come Direttore l'ex parlamentare democristiano poi passato al PD, Mario Pepe che ora si riconosce nella veste di tribuno e pontefice contro la stessa giunta in carica che egli stesso propinò e sostenne qualche anno fa, ingannando tout court i sangiorgesi.
L'inganno purtroppo è connaturale alla sinistra italiana e al comunismo ed è questione semplice e complessa che va assolutamente capita e assunta come punto fermo.
La conseguenza sarebbe che è del tutto fuori posto e non consente di avanzare di un solo passo il mero "stupore degli italidioti" se un certo Renzie è peggio di Berlusconi nella privatizzazione dei beni pubblici, se un sindaco ha completamente privatizzato e soggiogato ad interessi privatistici-speculativi la politica e il mandato istituzionale, se il più illustre e longevo Comunista italiano,  Re Giorgio Napolitano -per la seconda volta consecutiva Presidente della ex Repubblica italiana- ha scritto nel lontano 1977 (molto prima dunque del 1992...) quello che poi sarebbe divenuto il diktat ossessivo e antidemocratico  della Troika e del governo sovranazionale europeo, contrario quest'ultimo alla nostra Costituzione ed in mano a lobbies e banksters, con prostituzione adorante a David (Rockfeller...) e al F.M.I. (!!!)

Aprite gli occhi !

Di seguito trascriviamo la lettera inviata al Sindaco Claudio Ricci e all'ex Onorevole Mario Pepe.
Nessun riscontro. A conferma della loro monocorde e sclerotica  miopia e refrattarietà alla verità dei fatti e al discorso serio.

Incidenter tantum,ma ha senso che un più volte ex sindaco sangiorgese e inconcusso burattinaio più o meno occulto della vita politico-amministrativa sangiorgese, lanci oggi una raccolta firme per "chiedere un parco-giochi su Viale Spinelli, valore stimato 4-6000 euro" ?  

Spett.le Redazione di Agora,

il nostro motto è: DOCUMENTI MOLTI,  "CHIACCHIERE" POCHISSIME ...........

BASTA LEGGERE PER CAPIRE MOLTE COSE !

E' uscito edito da Editori Riuniti l'ultima fatica, stavolta editoriale, del vostro Presidente della Repubblica Giorgio NAPOLITANO dal titolo: "PROPOSTA DI PROGETTO A MEDIO TERMINE".

Invitiamo la Redazione di Agorà e i suoi lettori a comprarlo e leggerlo (sarebbe ora...!).

Questo è il vero comunismo italiano !

Quello che, tra le altre cose,  rappresenta una svolta di primo ordine: la rottura del silenzio complice da parte de Il Comunista Italiano ultranovantenne.
http://www.ebay.it/itm/PROPOSTA-DI-PROGETTO-A-MEDIO-TERMINE-PCI-Comunismo-Politica-1977-Comitato-Storia-/300794994236

Passate parola anche all'esimio Direttore ex onorevole DC-PD Mario Pepe e al Sindaco Claudio Ricci di San Giorgio del Sannio (BN).

Affinchè...come dice -  in prima e in quarta di copertina - Re Giorgio Napolitano, sia suscitato "il più ampio e serrato dibattito tra le forze politiche e sociali "... (sarebbe ora...!).

Segnaliamo a pag. 122 l'immancabile (?) "inchino devoto" al F.M.I.

Grazie per la publicazione.

Saluti.


Rosanna Carpentieri
Coordinatrice del Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia

(di fatto, equivalente al "chiasso complice"...).

RENZI PEGGIO DI BERLUSCONI: BENI COMUNI QUOTATI IN BORSA
Renzi peggio di Berlusconi. Se quest’ultimo, non più tardi di due mesi dalla straordinaria vittoria referendaria sull’acqua del giugno 2011, aveva provato rimettere in campo l’obbligatorietà della privatizzazione dei servizi pubblici locali (bocciata l’anno successivo dalla Corte Costituzionale),Renzi con il “pacchetto 12” contenuto nello “Sblocca Italia” fa molto di più.
Questa volta non si parla “solo” di privatizzazione, bensì di obbligo alla quotazione in Borsa: entro un anno dall’entrata in vigore della legge, gli enti locali che gestiscono il trasporto pubblico locale o il servizio rifiuti dovranno collocare in Borsa o direttamente il 60%, oppure una quota ridotta, a patto che privatizzino la parte eccedente fino alla cessione del 49,9%.
Se non accetteranno il diktat, entro un anno dovranno mettere a gara la gestione dei servizi; se soccomberanno otterranno un prolungamento della concessione di ben 22 anni e 6 mesi!
Come già Berlusconi, anche Renzi si mette la foglia di fico di non nominare l’acqua fra i servizi da consegnare ai capitali finanziari; ma, a parte il fatto che il referendum non riguardava solo l’acqua, bensì tutti i servizi pubblici locali, è evidente l’effetto domino del provvedimento, sia sulle società multiutility che già oggi gestiscono più servizi (acqua compresa), sia su tutti gli enti locali che verrebbero inevitabilmente spinti a privatizzare tutto, anche per poter usufruire delle somme derivanti dalla cessione di quote, che il Governo pensa bene di sottrarre alle tenaglie del patto di stabilità.
Nel pieno della crisi sistemica, ecco dunque il cambio di verso dello scattante premiernon più l’obsoleta privatizzazione dei servizi pubblici locali, bensì la loro diretta consegna agli interessi dei grandi capitali finanziari, che da tempo attendono di poter avviare un nuovo ciclo di accumulazione, attraverso “mercati” redditizi e sicuri (si può vivere senza beni essenziali?) e gestiti in condizione di monopolio assoluto (per un solo territorio vi è un solo acquedotto, un solo servizio rifiuti).
Da queste norme, traspare in tutta evidenza l’idea non tanto dell’eliminazione del “pubblico” –quello è bene che rimanga, altrimenti chi potrebbe organizzare il controllo sociale autoritario delle comunità?- bensì della sua trasformazione da erogatore di servizi e garante di diritti, con un’eminente funzione pubblica e sociale, in veicolo per l’espansione della sfera d’influenza degli interessi finanziari sulla società.
Naturalmente, è ancora una volta la Cassa Depositi e Prestiti ad essere utilizzata per questo enorme disegno di espropriazione dei beni comuni: come già per la dismissione del patrimonio pubblico degli enti locali, è già allo studio un apposito fondo per finanziare anche la privatizzazione dei servizi pubblici locali.
Emerge, oggi più che mai, la necessità di una nuova, ampia e inclusiva mobilitazione sociale, che deve assumere la riappropriazione della funzione pubblica e sociale dell’ente locale come obiettivo di tutti i movimenti in lotta per l’acqua e i beni comuni, e di una nuova finanza pubblica e sociale, a partire dalla socializzazione di Cassa Depositi e Prestiti.
E, poiché il disegno di espropriazione dei servizi pubblici locali viene portato avanti con il pieno consenso dell'Anci, espresso a più riprese dal suo Presidente Piero Fassino, una domanda sorge spontanea: non è il momento per i molti Sindaci che ancora non hanno abdicato al proprio ruolo diprimi garanti della democrazia di prossimità per le comunità locali, di iniziare a ragionare su un'aggregazione alternativa degli enti locali, fuori e contro un Anci al servizio dei poteri forti?

Leggete anche: http://sangiorgiodelsannio.blogspot.it/2014/06/emancipazione-dei-cittadini-sangiorgesi.html


Non saranno il narcisismo e le percezioni senili a distorcere la verità della storia e dei fatti. 


Nota.
AGORA' NEWS ON LINE è un giornale dove troverete solo notizie che difficilmente potrete leggere in altri giornali. Non abbiamo bavagli, ne paura di denunciare quello che scopriamo nel nostro cammino. Saremo vicini a quanti non hanno voce, ma che con noi troveranno il modo di fa conoscere le loro storie. Agorà news on line è legato a INFORMASICILIA- Giornale on line e cartaceo che segue soprattutto le notizie dell'isola, ma non disdegna di parlare di politica nazionale.
Ci auguriamo solo di apportare una ventata nuova e fresca per verità che i mass media nascondono e vi auguriamo buona lettura
Emanuela Rocca

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domenica 28 settembre 2014

IL COMUNE QUALE DESTINAZIONE INTENDE DARE ALL'AREA INCENDIATA DEL CLAN FAMILISTICO BARLETTA ?

In paese, sanno tutti (è un segreto di Pulcinella e parlano anche i cartelli di cantiere) che Mario Pepe è il principale "garante" del Fuenti Barletta in via Manzoni, per cui altri ma non certo l'ex parlamentare hanno sporto denuncia al Tribunale di Benevento e per il quale sono in corso indagini da parte della magistratura .
Precisato questo particolare di non poco conto (salvo atti concludenti di smentita), siamo d'accordo e lo denunciamo quotidianamente, che il territorio a San Giorgio è sotto stupro, i cittadini non sanno più quale sia il loro spazio vitale-territoriale, le proprie coordinate spaziali sono sotto le spade di damocle dell'arbitrio più assoluto, intere contrade residenziali  di grande interesse storico testimoniale (come quella Cerzone) sono state violentate e sottoposte ad una inqualificabile lottizzazione p.i.p. da quarto mondo, senza fognature e senza infrastrutture viarie.


Ma ciò che più conta è il continuo stravolgimento del p.u.c. con atti contrari allo stesso e manipolazioni diuturne e notturne, aggiuntive e soppressive dell'UTC, per fare commercio di concessioni edilizie, in aree destinate a tutt'altro.
 

A seguito dell'incendio del capannone Barletta nel 2009 non è stato (ancora?) compiuta nessuna delle prescrizioni Arpac da parte dei titolari Barletta e qualche giorno fa (il 25 settembre u.s.) l'U.T.C., per la precisione, l'ing.Fonzo del Settore Ricostruzione assieme all'assessore alla Urbanistica  Barricella, si sono scomodati in pompa magna per accedere al sito incendiato (sopralluogo informale? Come quello di Fusco in corso di incendio ?) non  dall'ingresso -precluso e ospitante una discarica di cessi, oltre a coppie dedite di notte ad atti osceni - ma dalla proprietà del sign.Sacchetta Fiore, per dare imprecisate disposizioni  tra cui - a quanto pare - un "rilievo planimetrico", immediatamente effettuato il giorno dopo. 


PER FARE COSA ? 

IL COMUNE QUALE DESTINAZIONE INTENDE DARE ALL'AREA INCENDIATA E ABBANDONATA A SE STESSA SENZA ESSERE MAI STATA BONIFICATA DALLE DIOSSINE ?
Il problema dell'ex onorevole del piddì Mario Pepe è la sua inaffidabilità e totale incoerenza tra i proclami-investimento e le azioni legali.

Che significa "appellarsi" alle autorità competenti se non ci risulta che abbia mai  formalizzato una denuncia con prove e controprove ?

E poi, ricordatelo, sul maxi incendio nel 2009 del clan familistico Barletta fa specie che non abbia mai fatto un solo cenno in vita sua, nonostante l'emergenza ambientale , i danni alla salute dei residenti tenuti in ostaggio delle esalazioni tossiche e la latitanza di istituzioni quali il Comune guidato dal suo cortigiano Giorgio Nardone.
Eh già: "quella famiglia mi aveva dato troppe noie". Meglio lasciarla morire. (http://www.scribd.com/doc/119738871/Il-sindaco-Nardone-in-passato-quella-famiglia-mi-aveva-dato-noie).


Persistono ragionevoli dubbi che quell'incendio sia stato un atto criminale della peggiore specie: un incendio autodoloso per sottrarsi ai controlli dei NAS, lucrare con frode l'assicurazione, il tutto anche a costo di fare vittime umane nella dirimpettaia famiglia Carpentieri, grave ostacolo e macigno umano e civile alle conclamate prassi di illegalità di quell'azienda.
In rapporto a questa ipotesi molto verosimile, fa ridere quella per "eventuale estorsione" poi archiviata condotta dal sostituto Tartaglia Polcini.

Riportiamo il comunicato stampa di Mario Pepe, pubblicato da BMagazine il 15 novembre 2013, dal titolo: "Appello su speculazioni edilizie a San Giorgio del Sannio ".


"Mi sono reso conto che la moral suasion, le sollecitazioni e il richiamo alla responsabilità, l'invito ad azzerare il quadro amministrativo modificato a San Giorgio del Sannio – essendo modificata la platea elettorale – non servono più. La situazione è così grave che occorrono azioni forti.
Devo constatare che si stanno commettendo atti di brigantaggio sul territorio che continua a perdere la sua configurazione geomorfologica, il suo valore di spazio vitale, i parametri dell'equilibrio ecologico, determinando:


un PUC ( Piano Urbanistico Comunale) che si stravolge "in itinere" modificando le sue iniziali previsioni;
la nascita di nuove "Coree insulari" che si moltiplicano in maniera ipertrofica negli insediamenti, nelle volumetrie, nella mancanza di servizi essenziali, in un contesto urbano ormai sempre più povero di aree verdi fruibili per bambini e anziani;
la carenza di adozione degli strumenti attuativi e di salvaguardia delle norme generali del PUC.


Per quanto sopra mi appello alle Autorità competenti perché i cittadini siano tutelati nell'equilibrio territorio-insediamenti evitando quelle dazioni di spazi finalizzati al voto compensativo e a strane esuberanze di fondi di investimento.
Sono convinto che le Forze dell'Ordine potranno avviare uno screening dettagliato del territorio e delle plusvalenze che si verificano sapendo che la micro criminalità è ben povera cosa rispetto all'illegalità maior."

Mario Pepe

sabato 27 settembre 2014

In una lettera aperta al sindaco di San Giorgio del Sannio il comitato chiede che venga rispettato l’articolo 8 della legge 267/2000 “senza se e senza ma‏”

 LA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI PER LEGGE, 
NON C'E' PEGGIO SORDO DI CHI NON VUOL SENTIRE





18 dicembre 2011

«Egregio Signor Sindaco Ricci, il nostro obiettivo sarà sempre quello di rimuovere tutti quegli ostacoli che impediscono, a tutt’oggi, la presa di coscienza dei diritti e dei doveri che regolano e tutelano lo svolgimento della vita sociale nella comunità.
Noi, “povera gente” secondo le sue estemporanee ed arroganti dichiarazioni, ci siamo accorti che la maggioranza dei cittadini sangiorgesi ignora che c’è una legge che prevede la partecipazione attiva delle associazioni e dei cittadini e che, nel caso non venga applicata, un qualsiasi cittadino può far decadere il sindaco. In particolare l’art. 70 contempla che i cittadini possono pretendere che i sindaci decadono se non attuano l’art. 8 della legge 267/2000. L’applicazione di questa legge, ignota a tutti, consentirebbe di poter partecipare attivamente alla vita del proprio Comune, a settori strategici della vita di una comunità come scelte energetiche, tarsu, ici, rifiuti, scelte e reati ambientali, cementificazioni, “fuenti”, speculazioni… settori dove il solito gruppetto di predatori affaristi si muove nell’ombra e in maniera sotterranea, e soprattutto evitare che decisioni importanti le prendano in pochi a discapito di molti soprattutto in settori cardine della vita di una comunità.
L’oscuramento delle regole democratiche è il primo passo verso la criminalizzazione delle regole amministrative verso cui ha dimostrato di essere ostico, poi viene il resto. I soliti noti e i soliti ignoti che controllano tutto e tutti. Lei certamente conoscerà l’art. 8 succitato e, sulla partecipazione popolare, si dice che i Comuni valorizzano le libere forme associative e promuovono organismi di partecipazione popolare all’amministrazione locale.
I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto. Nel procedimento relativo all’adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalità stabilite dallo statuto, nell’osservanza dei principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonché procedure per l’ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati, dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame.
Possono essere anche previsti referendum su richiesta di un adeguato numero di cittadini. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali.
Lo statuto, ispirandosi ai principi di cui alla legge 8 marzo 1994, n. 203, e al decreto legislativo 25 luglio 1999, n. 286, promuove forme di partecipazione alla vita pubblica locale dei cittadini dell’Unione Europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti. Noi pensiamo che ora bisogna pretendere che i Comuni inseriscano nei regolamenti e negli statuti gli strumenti di attuazione dell’ art. 8:
- per promuovere le libere forme associative;
- per promuovere alla gestione del Comune la partecipazione diretta dei cittadini;
- prevedere le procedure per l’ammissione di proposte, petizioni e istanze da parte dei cittadini;
- consentire i controlli e l’accesso agli atti da parte dei cittadini (sull'amianto alle ex poste avete scelto la strada illegale della secretazione di documenti decisivi per la responsabilità dell'ente);
- prevedere regole per referendum consultivi, deliberativi, abrogativi;
- prevedere i tempi per le petizioni e le istanze, con sanzioni in caso di inadempimento.
Relativamente alla applicazione di tale art. 8 non ci sembra che il nostro è fra quei comuni dove questo articolo è applicato. Lo statuto infatti di San Giorgio del Sannio contiene tra le forme di partecipazione popolare un riferimento all'istituto del difensore civico (di nomina non popolare, ma espressione della maggioranza consiliare in carica e come tale non garantistico e non super partes) e a quello del referendum consultivo.
In relazione a quest'ultimo non ci risulta che l'Ente abbia ancora adottato apposito Regolamento di attuazione e tuttavia esso appare completamente snaturato nella sua finalità dal momento che, come si legge dal successivo art.44 dello statuto, si escludono dalla potestà referendaria materie come Piano Regolatore generale e strumenti urbanistici attuativi, lo statuto comunale e regolamento del consiglio comunale, le espropriazioni per pubblica utilità e tutti quegli oggetti su cui siano già state assunte DELIBERE con conseguenti impegni finanziari .
Riservandoci un'analisi compiuta dello statuto comunale (la legge 267 del 2000 stabilisce che il Comune deve dotarsi di regolamenti attuativi degli organismi di partecipazione e se un Comune oggi, nel 2010, dopo 20 anni, non ha ancora il regolamento attuativo dei referendum, è inadempiente tout court  davanti alla legge e il cittadino può denunciare gli amministratori alla magistratura!) e del drastico ridimensionamento con esso perpetrato dei diritti di partecipazione voluti dal legislatore, non possiamo non sorridere con amaro sarcasmo al pleonastico e risibile fumo negli occhi gettato dall'attuale statuto nel momento in cui sancisce che il Comune intende assicurare la partecipazione di tutti i cittadini, come singoli o in forma associata, alla "organizzazione sportiva" (sic!) del proprio territorio, ed i diritti di partecipazione attiva attraverso "mostre, convegni, rassegne… e pubbliche informazioni".
Pertanto la diffidiamo a prendere atto della sua inadempienza e a rendere quanto prima conforme al dettato della legge e lo statuto con relativi regolamenti attuativi e la libera esplicazione della democrazia dal basso nel nostro paese. Auspichiamo anche che ci faccia pervenire immediatamente la sua posizione a riguardo per consentirci, così, di analizzare la situazione a livello locale onde poter procedere alla mappatura della situazione della democrazia incompiuta anche a livello nazionale.
Certi che collaborerà a questa nostra richiesta, restiamo in attesa di un Suo gradito riscontro e La salutiamo distintamente.»
Rosanna Carpentieri
Coordinatrice del Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia

A San Giorgio del Sannio, tassazione alle stelle e zero servizi. Lettera aperta al sindaco Ricci e le istanze del comitato civico.

Da Infosannio del 26 settembre 2014

Gregario sindaco Ricci,  – scrive Rosanna Carpentieri per  il Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia – la tassazione nel suo feudo sta diventando insostenibile e, fatto più grave, viola uno dei principi cardine costituzionalmente sanciti, quali la capacità contributiva !

                     

Cosa ha il bellissimo comune di Positano in meno rispetto a quello di San Giorgio in cui non v’è traccia di tasse e imposizioni fiscali che si commutino in visibili e fruibili servizi essenziali al decoro, alla dignità, ai bisogni della cittadinanza ?


Non riuscite neppure a farvi valere con Poste s.p.a. per garantire il funzionamento dell’unico sportello postale di prelievo bancomat del paese; non viene effettuato a cadenze regolari, quanto meno lo spazzamento a scopi igienici di TUTTE le strade principali delle contrade di Cesine e San Giovanni che sono in condizioni di incuria e totale abbandono igienico-sanitario.


La sua amministrazione ha registrato il fallimento più clamoroso, quello della raccolta differenziata, vale a dire una tra le più eclatanti violazione degli obblighi di legge ma avete il coraggio di sedere ancora tutti irresponsabilmente sulle vostre poltrone a deliberare tasse, come se foste fuori dal mondo, con l’impunità garantita dall’alto dei cieli, appiattiti sul contingente e l’adorazione del dio danaro e tagliati fuori dall’esercizio dell’intelligenza che serve per capire che contrasta con la norma dell’art.53 della Costituzione ogni tributo la cui misura applicata in concreto sia tale da incidere sul minimo vitale !
Continuate a fare finta di non capire che il sacrificio patrimoniale imposto ai contribuenti deve essere rapportato alla idoneità che il singolo cittadino mostra di potersi privare di una parte dei propri beni per metterla a disposizione della collettivita`,ma solo dopo aver soddisfatto i suoi bisogni fondamentali.
 

Con la Tari 2014 lei e la sua Giunta vi siete superati in violazioni e falsa applicazione della legge : come lo scorso anno, non avete previsto nessuna esenzione o riduzione, violando la legge di stabilità che invece ha previsto ampi poteri ai comuni sulle agevolazioni fiscali per il nuovo tributo sui rifiuti.
Infatti, secondo la legge i Comuni hanno il potere di concedere con regolamento riduzioni tariffarie, senza limiti, ed esenzioni anche legate al reddito familiare. Le agevolazioni Tari possono essere collegate alla capacità contributiva dei contribuenti, desunta dagli indicatori della situazione economica (Isee).
Queste previsioni non sono una nostra invenzione ma se vi foste applicati nello studio (hic opus, hic labor !) avreste appreso che sono contenute nell’articolo 1, commi 659 – 682, della legge di Stabilità (legge n. 147/2013).
Il comma 659 consente anche di andare oltre le agevolazioni, fino ad arrivare al riconoscimento delle esenzioni, mentre normalmente, in linea generale, le riduzioni della tassa per il servizio di smaltimento vengono riconosciute in presenza di determinate situazioni in cui si presume che vi sia una minore capacità di produzione di rifiuti.
Nulla di tutto questo nel suo feudo dove non si possono usufruire di riduzioni neppure in caso di mancato conferimento al servizio della frazione organica trattenuta dai nuclei familiari per autocompostaggio domestico.
E’ il caso di chi scrive.


E sappiamo benissimo che dalla legge di stabilità non è imposto di finanziare riduzioni ed esenzioni previste dalla legge con l’iscrizione in bilancio delle relative somme come autorizzazioni di spesa. No ! Con regolamento possono essere deliberate riduzioni tariffarie, che a differenza della vecchia Tares , non sono più soggette alla soglia massima del 30%, o esenzioni per particolari situazioni espressamente individuate dalla legge.


Ma vi è di più. Il consiglio comunale, addirittura, può decidere di far ricadere anche il costo delle ulteriori agevolazioni atipiche, vale a dire quelle non contemplate dalle norme di legge, sull’intera platea dei contribuenti purché non eccedano il limite del 7% del costo complessivo del servizio rifiuti. Le spese non coperte sono a carico della collettività e vanno finanziate attraverso la fiscalità generale.


A fronte delle violazioni di legge poste in essere dalla sua amministrazione in carica e le assicuro che non finisce qui ma andremo oltre per il ripristino della legalità (!), dobbiamo pure sentire qualcuno della opposizione consiliare che, ad estorsione avvenuta, dopo le recenti ESENZIONI DELLA TASI IN PROVINCIA esclama:”Occorreva più tempo per studiare le imposte” ?

Inefficienti consiglieri di opposizione, sappiate che la democrazia prevede che le cosiddette “opposizioni”, anzichè blaterare con i giornalisti per avere un attimo di notorietà, e poi scomparire nel NULLA, compiano ogni atto possibile per verificare, correggere e, se del caso, denunciare i comportamenti illegittimi della cosiddetta maggioranza. Care opposizioni di facciata, sappiate che i comportamenti omissivi e abusivi (per gli atti non emessi e per quelli illegali) ricade sui consiglieri tutti e consente al singolo cittadino o a una pubblica assemblea (comitato o associazione) di accedere ai vari livelli e ordini di giudizio , anche europei, per ottenere condanne per il danno derivato che ricade su TUTTI I CONSIGLIERI e il loro patrimonio.


Quindi, dovreste sapere cosa fare per essere indenni da responsabilità :svegliatevi con spirito mattinale , se ne siete capaci, e rispettate la legalità e quella comunità che a parole cianciate di rappresentare !


Ma torniamo a Positano, gregario Sindaco !


Eh sì, perchè a titolo di mero esempio mentre la sua Giunta e chi l’ha preceduta, per fare cassa e sotto-porre a tassazione , fa i salti mortali sul trapezio circense della illegalità, depennando (sic!) un insediamento abitativo per includere abusivamente in una lottizzazione p.i.p. il relativo terreno già edificato dagli inizi del secolo, per giunta …(vedasi: lotto n. 12- lottizzazione p.i.p.), il Comune di Positano ha addirittura soppresso la TASI, prendendo – sovranamente – posizione contro i diktat della troika centrale e ribadendo “l’assoluta contrarietà a questo nuovo balzello imposto dal Governo centrale”. La Tasi, si legge in una nota di quella Amministrazione comunale, “altro non è che lo strumento fornito ai Comuni per introitare, sotto altro nome, l’Imu sulle prime abitazioni. Il Governo del nostro Paese, attraverso slogan e rèclame, sta semplicemente ingannando e gettando fumo negli occhi dei cittadini italiani.Noi abbiamo preso una posizione forte, che speriamo prenderanno anche altri sindaci, per costringere lo Stato a rivedere la politica sugli enti locali. Per questo “Positano va decisamente controcorrente e, rifiutando l’applicazione della Tasi, si schiera come sempre e in maniera trasparente e decisa dalla parte dei cittadini”. La strada giusta, conclude il sindaco De Lucia, “non è quella di soffocare i cittadini di tasse.” La prima casa rappresenta un bene intangibile, coessenziale alla dignità umana e pertanto -anche secondo noi – non va tassato.


Siamo lontani Sindaco Ricci anni luce dalla sua pessima amministrazione connotata da pesanti tassazioni quasi con cadenza mensile ormai e da correlativo sperpero di danaro pubblico (ed altro…) nell’arco di qualche ora della famigerata Notte depravata di/per porci allo sballo.


Con Positano abbiamo l’esempio di un ente locale che intende rivendicare ed esercitare la propria sovranità, piuttosto che fare il servo-gerarca del governo centrale che “rinomina le imposte”, in danno dei propri cittadini. In linea col paese della costiera amalfitana anche il comune di San Lorenzo del Vallo (Cosenza) che ha deciso di sopprimere questa imposta.


La verità gregario Sindaco è che il Comune è l’ultimo baluardo delle istituzioni sul territorio e sindaci onesti e coraggiosi dovrebbero essere il primo riferimento per una liberazione-obiezione di coscienza.


Il Sindaco Sovrano adotta, in tutti i casi necessari alla tutela ed al rispetto della centralità dell’uomo, della supremazia della famiglia e della dignità umana sull’economia e sulla finanza, la disobbedienza, ovvero pratica la Politica come Obiezione di Coscienza quale modello culturale, etico, politico di riferimento.


Siamo consapevoli che è un discorso molto alto e di gran lunga superiore alla sua pancia o al suo ombelico: perciò, per il bene comune, torniamo nuovamente ad esigere le sue dimissioni .


Alla civica assise chiediamo invece categoricamente l’adozione in autotutela di una nuova delibera per la rideterminazione delle tariffe Tari e TASI, con lo scomputo definitivo del saldo finale ancora da versare e la previsione con regolamento ad hoc di agevolazioni comprendenti sia riduzioni in basse alla capacitò contributiva sia esenzioni sulla base dello stesso principio costituzionale.


E’ vero che senza abolire un bel niente ci hanno tolto la democrazia per eleggere rappresentanti a livello provinciale. E’ vero che ci toglieranno la democrazia, a breve, anche per l’elezione del Senato e, sempre, senza abolire un bel niente.


Ma, si ricordi che prossimamente in Campania i cittadini saranno chiamati alle elezioni regionali.


Pensa che siamo ancora disposti a sentire le fanfaronate, il blablabla bugiardo e ipocrita dei soliti personaggi (nel 90% dei casi, impresentabili !), per segnare una x in loro favore ? NO!


Non siamo nè cretini nè analfabeti come sotto il regime della Diccì.


Come comitato e come singoli lotteremo per una Regione anch’essa sovrana autogestita dai cittadini. I governanti di una regione sovrana sono quelli disposti ad una disobbedienza verso le politiche criminali del governo centrale, che prende il nome di obiezione di coscienza.Se le regioni diventano sovrane e autonome opponendosi a queste politiche imposte al governo nazionale dai golpisti sovranazionali allora possono cominciare un reciproco scambio di prodotti e servizi ed una reciproca collaborazione contro il nemico comune ed allora sì, che ci potrebbe darsi finalmente anche l’Unità d’Italia come non c’è mai stata in 150 anni.


Concludiamo rivolgendoci stavolta al suo tanto rancoroso quanto vuoto interlocutore a mezzo di megamanifesti (alias, il sig. Mario Pepe del “bilancio vatteloapesca”, per intendersi senza equivoci…) :


“La cultura che non si traduce in AZIONE/SOLUZIONE è decadente manierismo, noioso qualunquismo, fumo negli occhi, senza indicazione dell’uscita d’emergenza.”


Ne tenga conto lei, la sua giunta e l’innominabile tribuno che quando non era in crisi di astinenza, condivideva il suo potere con i cortigiani, come d’altronde ha fatto nella storia d’Italia il berluska nazionale.


Per il Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia


Rosanna Carpentieri

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Esternazioni di Pepe sulla Notte Bianca profferite senza alcuna vergogna,
quanto meno quella che deriverebbe dal ricordare che qualche anno fa, forte della sua corte clientelare e della sua appartenenza alla cupola mafio-massonica sangiorgese .... 
addirittura elogiava la Notte bianca asserendo:
"San Giorgio del Sannio è attraverso questa kermesse che si conferma una "comunità ricca di finezza e intuito culturale, coraggiosa e lungimirante, animata da forte passione civile". (sic!)
Quale finezza? Quale intuito culturale? Quale coraggio? Quale lungimiranza? E soprattutto... quale passione civile? "

COMMENTI ALL'ARTICOLO:
axilo ha detto:

E’ di incommensurabile importanza leggere questo articolo e quasi in concomitanza apprendere che a Napoli c’è stato un “blitz” nella sede del Banco di Napoli in via Toledo per dire «no» al vertice della Bce e ai suoi protagonisti. Esponenti di una rete di associazioni e comitati “no euro” hanno inscenato, nella sede dell’istituto bancario, una insolita conferenza stampa, indossando maschere di Mario Draghi, della cancelliere Merkel e del premier Renzi, esponendo uno striscione «Contro la dittatura della troika, delle banche e dei profitti. Difendiamo i nostri diritti! Napoli, 2 ottobre».
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2014/25-settembre-2014/anticipi-block-bce-movimentioccupano-banco-napoli-assassini-230204344564.shtml
Mi sembra più che giusto allora ricordare che la denuncia alla Procura di Roma per gravi crimini contro lo Stato per i quali viene comminato l’ergastolo è a buon punto.
Il 16 ottobre ci sarà l’udienza davanti al g.i.p.
La denuncia presentata da Rosanna Carpentieri e da altri numerosi cittadini (http://www.scribd.com/doc/240672305/Atto-Di-Opposizione-a-richiesta-di-archiviazione-per-una-Norimberga-Italiana) dopo la sentenza della Corte Cost. che ha dichiarato INCOSTITUZIONALE IL PORCELLUM, è l’unica fino ad ora, perché è l’unica davvero fatta con competenza e buona fede, che è riuscita ad aprire a fine febbraio le indagini preliminari presso la Procura di Roma per gravi reati contro lo Stato, contro tutta la classe politica e dirigente degli ultimi 20 anni.
Sarà una vera Norimberga Italiana!
Stiamo organizzando una manifestazione a Roma per Sabato 11 ottobre 2014 al fine di dare sostegno al proseguimento delle indagini ed all’apertura del processo. E rammentare alla Magistratura che essa esercita la giustizia “in nome del popolo italiano” al quale spetta la sovranità rubata con l’artificio e con l’inganno.
La pagina dell’evento Sabato 11 Ottobre 2014 – Norimberga Italiana: tutti a Roma per l’apertura delle storiche indagini (https://www.facebook.com/events/1461273227456355/?fref=ts)
Il 16 OTTOBRE 2014 E’ UNA DATA STORICA.
SARA’ IL GIORNO DELLA VERITA’ E DELLA GIUSTIZIA PER TUTTI GLI ITALIANI VITTIME DELLA GUERRA ECONOMICA E DELLA DITTATURA EUROPEA

::::::::::::::::: SABATO 11 OTTOBRE 2014 :::::::::::::::::::::::::
INVENTIAMO ASSIEME LA MOBILITAZIONE!
****************** TUTTI A ROMA !!!! ********************
Movimenti e comitati per la difesa dell’ambiente, dei diritti alla casa e sociali, associazioni che lottano contro le mafie e per l’eguaglianza e la pace, vittime dei disastri ecologici e dei suicidi economici, dei fallimenti delle imprese, dell’usura di Stato di Equitalia e della tassazione suicidaria, disoccupati, studenti ed operai in lotta, giovani, disabili, anziani, disoccupati, come ormai 1 italiano su 7

MANIFESTIAMO
PER FAR APRIRE IL PROCESSO
CONTRO LE CENTINAIA DI POLITICI CORROTTI degli ultimi 20 anni per ATTENTATO AI DIRITTI POLITICI DEI CITTADINI (art. 294 cp) ed USURPAZIONE DI POTERE POLITICO (art. 287 cp), con pene dai 6 anni all’ergastolo, perché non ci fanno votare da 8 anni e non sciolgono le Camere neanche dopo la sentenza sul Porcellum.

SPETTA AI CITTADINI FAR SENTIRE IL PROPRIO INDISPENSABILE RUOLO NELLA STRATEGIA
SIATE CONSAPEVOLI CHE LA DEMOCRAZIA VA DIFESA OGNI GIORNO DA OGNI SINGOLO CITTADINO, CON IMPEGNO, DAL BASSO, TRAMITE IL CONTROLLO E LA PRESSIONE COSTANTE SU CHI COMANDA E DECIDE, NON CERTO ASPETTANDO LA PROPRIA SALVEZZA DA QUESTO O QUEL LEADER O POLITICO (GRULLO NAZIONALE COMPRESO)
… TROPPO FACILE, MA MOLTO ILLUSORIO ED INGANNEVOLE, E SOPRATTUTTO : TRISTEMENTE SINTOMO DI UNA MENTALITA’ ANCORA DA SUDDITI.
Wake up !

  Si legga anche:

http://www.informatoresannita.it/archives/65977

S. Giorgio del Sannio. Il Comitato per la Trasparenza e la Democrazia denuncia il degrado cittadino

Esposto - denuncia alla la Procura Regionale della Corte dei Conti nei confronti del Comune di San Giorgio del Sannio per danno erariale a causa del mancato raggiungimento delle percentuali di differenziata stabilite per legge

E' ormai da mesi che leggiamo sui quotidiani locali le elucubrazioni della strana coppia Ricci - Saccavino sulla raccolta differenziata, dall' arzigogolata idea a secondo la quale ad agosto la percentuale di differenziata non sale perché i turisti e gli emigrati che tornano a casa a trovare i parenti non la fanno bene agli accorati appelli ai cittadini "ostili" alla differenziata affinché si redimano e tornino sulla retta via della corretta differenziazione dei rifiuti.
Abbiamo sentito parlare di inutili compostiere per le aree rurali, abbiamo letto calendari per la raccolta malfatti e che inducono in errore i cittadini, ma quello che non abbiamo letto mai, chissà perché, è una, anche parziale, ammissione di corresponsabilità nel mancato raggiungimento delle percentuali previste dalla legge per la raccolta differenziata.

Il Sindaco Ricci e l'Assessore Saccavino, infatti, nelle loro fantasiose esternazioni, omettono sempre di rilevare che la gestione della raccolta differenziata durante i primi 4 anni circa del loro mandato è stata pressoché fallimentare.
E non lo diciamo noi attivisti del MoVimento 5 Stelle, da sempre inascoltati sui temi ambientali, sulla sostenibilità, sulla sicurezza dei nostri territori, ma lo dicono i numeri dell'Osservatorio Regionale sui Rifiuti.
Infatti, premesso che, in base all'art. 205, comma 1 del D.Lgs. n. 152/2006 e dall'art. 1 comma 1108, della legge n. 296/2006, le percentuali fissate sono del 50% entro il 31 dicembre 2009, del 60% entro il 31 dicembre 2011 e del 65% entro il 31 dicembre 2012, il Comune di San Giorgio del Sannio ha raggiunto le seguenti percentuali:




  • anno - % raggiunta - % stabilita

  • 2010 - 51,29% - 60%

  • 2011 - 54,00% - 65%

  • 2012 - 52,06 - 65%
Segue , poi, un deludentissimo 2013 in cui si è raggiunto appena il 49,87%. Ora, poiché l'art. 24 del D. Lgs. n. 22/1997, prescrive che è affidato ai Comuni il compito di stabilire "le modalità del conferimento, della raccolta differenziata e del trasporto dei rifiuti urbani, al fine di garantire una distinta gestione delle diverse frazioni di rifiuti e promuovere il recupero degli stessi" (artt. 21, comma 1°, lettera c, e 23, co. 3) e l'art. 205, comma 3, del D.Lgs. n. 152/2006, al fine di penalizzare il conferimento in discarica dei rifiuti e di rafforzare i previsti obblighi di raccolta differenziata, decreta che, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi minimi fissati dalla legge, è fissata un'addizionale del 20% al tributo dovuto per il conferimento, da applicarsi nei confronti dell'A.T.O. (ambito territoriale ottimale) con successiva ripartizione dell'onere tra quei Comuni del territorio che non abbiano raggiunto le prescritte percentuali minime, appare evidente che il mancato rispetto delle percentuali fissate per legge ha comportato a carico del Comune di San Giorgio del Sannio il pagamento di oneri aggiuntivi per il conferimento in discarica del materiale che avrebbe dovuto, invece, essere destinato proficuamente alla raccolta differenziata ed ha, pertanto, arrecato al Comune un danno patrimoniale conseguente.
Per questo motivo, considerato anche che in primo luogo compete al Sindaco, quale organo responsabile dell'amministrazione del Comune, attivare i poteri di indirizzo, di vigilanza e di controllo sull'attività degli assessori e delle strutture gestionali esecutive, per assicurare la realizzazione degli obiettivi legislativamente indicati in materia di raccolta differenziata, gli attivisti del MeetUp Amici di Beppe Grillo di San Giorgio del Sanno, su sollecitazione dei cittadini, hanno provveduto a protocollare presso la Procura Regionale della Corte dei Conti un esposto - denuncia in cui si chiede di accertare la sussistenza di profili di illegittimità degli atti amministrativi e/o eventuali ipotesi di responsabilità erariale e il relativo danno con la conseguente condanna del responsabile e/o dei responsabili in favore del Comune di San Giorgio del Sannio e dell'erario del danno accertato, del mancato introito nonché per danno all'immagine dello stesso comune che tale inadempienza ha comportato.
Tutto questo significa, in parole povere, che la Procura Regionale della Corte dei Conti indagherà su eventuali responsabilità di Sindaco, Assessore all'ambiente e funzionari comunali che hanno curato la raccolta differenziata nel periodo 2010 - 2012, quantificherà economicamente il danno apportato dalle suddette figure istituzionali al Comune e, di conseguenza, alle tasche dei cittadini, e condannerà gli eventuali responsabili alla restituzione.
A San Giorgio del Sannio i cittadini sono stufi di pagare errori e carenze di un sistema che ancora una volta si dimostra fallimentare e di assecondare le approssimazioni e la superficialità amministrativa della maggioranza da un lato e l'inerzia e l'inadeguatezza dell'opposizione dall'altro!

A questo proposito, ricordiamo che è stato proprio il PD, partito di riferimento del Sindaco Ricci, e del sottosegretario De Caro, cui Ricci fa capo, a far approvare il ddl collegato alla legge di stabilità del precedente Governo Letta con la quale, a partire dal 2014, le percentuali di raccolta differenziata da rispettare si abbassano invece che alzarsi, per cui bisognerà raggiungere almeno il 35% entro il 31 dicembre 2014, almeno il 45% entro il 31 dicembre 2015 e almeno il 65% entro il 31 dicembre 2016.
In questo modo, i sindaci dei comuni che mantengono percentuali di differenziata inferiore al 65% fino al 2014 ma superiori al 35% non potranno più essere denunciati per danno erariale e tutti le multe per i maggiori conferimenti in discarica continueranno ad essere pagate dai cittadini attraverso i rincari sulle tasse relative allo smaltimento dei rifiuti!

Pertanto,  il PD sta dalla parte degli amministratori inadempienti !

Sangiorgiodelsannioacinquestelle 
24.03.2014
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