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sabato 27 settembre 2014

In una lettera aperta al sindaco di San Giorgio del Sannio il comitato chiede che venga rispettato l’articolo 8 della legge 267/2000 “senza se e senza ma‏”

 LA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI PER LEGGE, 
NON C'E' PEGGIO SORDO DI CHI NON VUOL SENTIRE





18 dicembre 2011

«Egregio Signor Sindaco Ricci, il nostro obiettivo sarà sempre quello di rimuovere tutti quegli ostacoli che impediscono, a tutt’oggi, la presa di coscienza dei diritti e dei doveri che regolano e tutelano lo svolgimento della vita sociale nella comunità.
Noi, “povera gente” secondo le sue estemporanee ed arroganti dichiarazioni, ci siamo accorti che la maggioranza dei cittadini sangiorgesi ignora che c’è una legge che prevede la partecipazione attiva delle associazioni e dei cittadini e che, nel caso non venga applicata, un qualsiasi cittadino può far decadere il sindaco. In particolare l’art. 70 contempla che i cittadini possono pretendere che i sindaci decadono se non attuano l’art. 8 della legge 267/2000. L’applicazione di questa legge, ignota a tutti, consentirebbe di poter partecipare attivamente alla vita del proprio Comune, a settori strategici della vita di una comunità come scelte energetiche, tarsu, ici, rifiuti, scelte e reati ambientali, cementificazioni, “fuenti”, speculazioni… settori dove il solito gruppetto di predatori affaristi si muove nell’ombra e in maniera sotterranea, e soprattutto evitare che decisioni importanti le prendano in pochi a discapito di molti soprattutto in settori cardine della vita di una comunità.
L’oscuramento delle regole democratiche è il primo passo verso la criminalizzazione delle regole amministrative verso cui ha dimostrato di essere ostico, poi viene il resto. I soliti noti e i soliti ignoti che controllano tutto e tutti. Lei certamente conoscerà l’art. 8 succitato e, sulla partecipazione popolare, si dice che i Comuni valorizzano le libere forme associative e promuovono organismi di partecipazione popolare all’amministrazione locale.
I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto. Nel procedimento relativo all’adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalità stabilite dallo statuto, nell’osservanza dei principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonché procedure per l’ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati, dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame.
Possono essere anche previsti referendum su richiesta di un adeguato numero di cittadini. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali.
Lo statuto, ispirandosi ai principi di cui alla legge 8 marzo 1994, n. 203, e al decreto legislativo 25 luglio 1999, n. 286, promuove forme di partecipazione alla vita pubblica locale dei cittadini dell’Unione Europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti. Noi pensiamo che ora bisogna pretendere che i Comuni inseriscano nei regolamenti e negli statuti gli strumenti di attuazione dell’ art. 8:
- per promuovere le libere forme associative;
- per promuovere alla gestione del Comune la partecipazione diretta dei cittadini;
- prevedere le procedure per l’ammissione di proposte, petizioni e istanze da parte dei cittadini;
- consentire i controlli e l’accesso agli atti da parte dei cittadini (sull'amianto alle ex poste avete scelto la strada illegale della secretazione di documenti decisivi per la responsabilità dell'ente);
- prevedere regole per referendum consultivi, deliberativi, abrogativi;
- prevedere i tempi per le petizioni e le istanze, con sanzioni in caso di inadempimento.
Relativamente alla applicazione di tale art. 8 non ci sembra che il nostro è fra quei comuni dove questo articolo è applicato. Lo statuto infatti di San Giorgio del Sannio contiene tra le forme di partecipazione popolare un riferimento all'istituto del difensore civico (di nomina non popolare, ma espressione della maggioranza consiliare in carica e come tale non garantistico e non super partes) e a quello del referendum consultivo.
In relazione a quest'ultimo non ci risulta che l'Ente abbia ancora adottato apposito Regolamento di attuazione e tuttavia esso appare completamente snaturato nella sua finalità dal momento che, come si legge dal successivo art.44 dello statuto, si escludono dalla potestà referendaria materie come Piano Regolatore generale e strumenti urbanistici attuativi, lo statuto comunale e regolamento del consiglio comunale, le espropriazioni per pubblica utilità e tutti quegli oggetti su cui siano già state assunte DELIBERE con conseguenti impegni finanziari .
Riservandoci un'analisi compiuta dello statuto comunale (la legge 267 del 2000 stabilisce che il Comune deve dotarsi di regolamenti attuativi degli organismi di partecipazione e se un Comune oggi, nel 2010, dopo 20 anni, non ha ancora il regolamento attuativo dei referendum, è inadempiente tout court  davanti alla legge e il cittadino può denunciare gli amministratori alla magistratura!) e del drastico ridimensionamento con esso perpetrato dei diritti di partecipazione voluti dal legislatore, non possiamo non sorridere con amaro sarcasmo al pleonastico e risibile fumo negli occhi gettato dall'attuale statuto nel momento in cui sancisce che il Comune intende assicurare la partecipazione di tutti i cittadini, come singoli o in forma associata, alla "organizzazione sportiva" (sic!) del proprio territorio, ed i diritti di partecipazione attiva attraverso "mostre, convegni, rassegne… e pubbliche informazioni".
Pertanto la diffidiamo a prendere atto della sua inadempienza e a rendere quanto prima conforme al dettato della legge e lo statuto con relativi regolamenti attuativi e la libera esplicazione della democrazia dal basso nel nostro paese. Auspichiamo anche che ci faccia pervenire immediatamente la sua posizione a riguardo per consentirci, così, di analizzare la situazione a livello locale onde poter procedere alla mappatura della situazione della democrazia incompiuta anche a livello nazionale.
Certi che collaborerà a questa nostra richiesta, restiamo in attesa di un Suo gradito riscontro e La salutiamo distintamente.»
Rosanna Carpentieri
Coordinatrice del Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia

sabato 28 aprile 2012

San Giorgio del Sannio. La denuncia del Movimento Cinque Stelle:Mancata pubblicizzazione del Consiglio Comunale

Comunicato stampa del 26.04.2012
“Stamattina, per puro caso, e ribadiamo per puro caso, abbiamo appreso, da un solo quotidiano, che il giorno 27 aprile è in programma il consiglio comunale. L’ordine del giorno, la sede e l’ora non sono stati resi noti. Solo una visita diretta al Comune da parte di rappresentanti del MoVimento ha consentito di appurare che il consiglio si tiene domani alle ore 9,30 nella sede di Via Mazzini e che all’ordine del giorno sono i seguenti punti:
Esame ed approvazione del conto consuntivo dell’esercizio finanziario 2011;
Esame ed approvazione regolamento comunale di disciplina del rilascio delle autorizzazioni allo scarico delle acque reflue ex L. R. 4/2001;
Azione di protesta a Poste Italiane S.P.A. per soluzione al grave disservizio a causa del ritardo nella consegna della corrispondenza a San Giorgio del Sannio e per chiusura dello sportello postale in località San Giovanni del comune; Interrogazioni, interpellanze e mozioni.
La campagna elettorale delle scorse amministrative aveva come cavallo di battaglia la partecipazione e la trasparenza.
Questo che denunciamo è un tipico esempio di come le promesse in campagna elettorale sono solo mere parole al vento, come i comunicati altisonanti e ipocriti in occasione del 25 aprile.
La cittadinanza non è stata avvisata del consiglio comunale a farsi , come mai? Il regolamento comunale parla chiaro : precisamente il capo II , art 9 stabilisce che “copia della convocazione e dell’ordine del giorno viene affissa negli esercizi pubblici e nelle bacheche in disponibilità del comune e consegnata agli organi di stampa locali. La cittadinanza sarà avvertita a mezzo di appositi manifesti”.
Abbiamo reclamato verso le ore 13 di stamane al segretario generale le omesse affissioni e l’omessa pubblicazione sia all’albo pretorio cartaceo che su quello on line. Abbiamo ricevuto come risposta che l’attacchino è in lutto e che in breve comparirà sul sito. Ci dispiace per la perdita che ha colpito l’attacchino ma anche lo scorso consiglio comunale del 28/11/2011 non è stato comunicato alla cittadinanza, come mai ?
E se i sangiorgesi hanno potuto sapere ciò che si è deciso durante lo scorso consiglio comunale è solo grazie alla presenza e alla telecamera del MoVimento Verso San Giorgio a cinque stelle .
Un altro elemento che cozza con la partecipazione e trasparenza è l’orario prescelto: il consiglio comunale si terrà, come negli anni passati dell’arcinota amministrazione Nardone, alle 9:30. Ebbene, la maggior parte dei concittadini, anche qualora fossero avvisati per tempo e non qualche ora prima , non potrebbero comunque partecipare, perché la gente comune, com’è ovvio, a quell’ora normalmente lavora.
Diffidiamo l’amministrazione comunale a rispettare -per le prossime riunioni della civica assise- quanto previsto dalla legge 267/2000 e quanto stabilito dal regolamento circa la pubblicazione del consiglio comunale o saremo costretti a denunciarla agli organi competenti. I consigli comunali non possono essere degradati a riunioni salottiere e private di notabili tra cappuccini e brioches!
Inoltre consigliamo all’opposizione – omertosa e connivente – di iniziare a fare l’opposizione seria e di denunciare questi ed altri abusi o saremo costretti a pensare che sia una finta opposizione !
Le omesse affissioni e l’omessa pubblicazione sia sull’albo pretorio cartaceo che su quello on line, in tempi e modi congrui, ragionevoli, tali da rendere effettivo il diritto alla informazione e alla partecipazione, concretano palesi violazioni di legge, reiterate purtroppo.
Questi mezzucci si autoqualificano e non ci spaventano. Noi ci saremo ed invitiamo i cittadini a partecipare e gli impossibilitati a seguire la nostra ripresa audio-visiva della seduta.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi nemmeno!”

Per il MoVimento Verso San Giorgio a Cinque Stelle
Rosanna Carpentieri – Francesca Maio- Elvira Santaniello

LA PROTESTA DEL COMITATO CITTADINI PER LA TRASPARENZA E LA DEMOCRAZIA
26 aprile 2012

Fatti, non parole Sindaco Ricci !
Noi legittimamente dubitiamo che la democrazia, la libertà, la trasparenza e la partecipazione facciano parte della sua religione civile, se appena il giorno successivo alla “ricorrenza” ed al dispendio dei suoi paroloni di circostanza, ha omesso il benchè minimo avviso alla cittadinanza, mediante l’affissione di manifesti, del consiglio comunale che si terrà domani, in Via Mazzini, al regressivo ed impossibile orario delle h 9,30.
Ritorniamo al consiglio salottiero tra cappuccini e brioches? 
Perchè non c’è uno straccio di manifesto in paese, nonostante la normativa in materia?
Le interessa solo la “partecipazione” pecoreccia e gregaria della comunità agli eventi ludici e spesso di pessimo gusto organizzati dalla sua amministrazione, ma mai quella vera, quella alla vita civile di questo paese?
State pericolosamente svilendo, nella prassi quotidiana, al di là di altisonanti comunicati cui non crede più nessuno, la Costituzione e l’antifascismo.


Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia


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